Andrea Rossi sta usando l'e-cat per il riscaldamento
Domandare è lecito, rispondere è .. cortesia. Aggiornamenti su e-cat e fusione fredda.
Mi chiedevo giorni fa: sarà possibile Riscaldare le nostre serre con l'energia da fusione fredda?. E nel mio blog Rivoluzione affermavo che probabilmente l'esperimento del 28 ottobre 2011 sarà considerato il time zero di una nuova era. La curiosità si nutre di piccoli dettagli e quindi ho fatto una domanda direttamente all'ing. Andrea Rossi nel suo blog. Oltre a ringraziarlo per l'accelerazione straordinaria che ha impresso alla ricerca nel campo della cosiddetta Fusione fredda e per l'avvincente, interessantissima avventura in cui ci sta coinvolgendo gli ho chiesto se "sta attualmente in qualche modo utilizzando la sua invenzione per il riscaldamento degli ambienti (o per altro) riducendo già l’uso di gas/gasolio" [1].
poco dopo ha dato risposta:
Andrea Rossi December 15th, 2011 at 3:48 PM Dear Gaifas: Yes, we heat up the factory where we work with an E-Cat. Warm Regards, A.R.
Se ne deduce che il suo e-cat si presta a sostituire fin d'ora le caldaie per il riscaldamento e di fatto ha già iniziato a contribuire alla riduzione del consumo di combustibili fossili. Evviva!
La notizia, seppur non del tutto nuova (il prof. Focardi avava detto che i laboratori di Rossi erano riscaldati con l'e-cat), è interessante da vari punti di vista ed è stata ripresa da alcuni siti:
- http://www.ecatnews.net/
- http://coldfusion3.com/blog/interesting-posts-at-rossi%E2%80%99s-blog
- http://energycatalyzer3.com/news/e-cat-home-heater-almost-here
Royal Dutch Shell
Non vi sono nuove informazioni sui controversi risvolti tecnici della tecnologia che dovrebbe darci energia pulita a basso costo ma l'ambiente della ricerca sta mostrando sempre meno imbarazzo come ha dimostrato la conferenza sulla fusione fredda svoltasi a Roma il 15 dicembre scorso COHERENCE 2011 resocontata tempestivamente da Daniele Passerini. La rete spolpa l'argomento e oltre a registrare altre conferme del mondo scientifico si scoprono anche responsabilità e interessi che hanno ritardato la ricerca nella fusione fredda . Chi cura i propri interessi è certamente una delle sette sorelle la Royal Dutch Shell, seconda impresa più redditizia del mondo in termini di profitto lordo che li fa ri-emergere e ci invita a collaborare (!).
Quanto tempo passerà per vedere le prime ripercussioni sui mercati? Quanto affinché le nostre istituzioni (nazionali e territoriali) decidano di porre seria attenzione (e possibilmente risorse) a questa fonte di energia? Nel frattempo teniamoci informati! A presto.
| [1] | Per evitare di fare due figuracce in un colpo ho scritto in italiano ;) |