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Entries For: October 2007

2007-10-24

Per non afflosciarsi

Talvolta mi è capita di scrivere a proposito di argomenti più o meno contingenti estranei al mio lavoro, con trasporto e passione come se dovessi urlare al mondo qualche mia interpretazione della realtà sfuggita a tutti gli altri. Per fortuna, finora, non ho mai attivato un blog, le mie prose giacciono silenziose in qualche scatolone o, da qualche anno, in qualche hard disk e al prossimo aggiornamento hardware verranno presumibilmente accartocciate (zippate) e gettate nel cestino (dimenticate o "formattate"). Ho (sinora) risparmiato al lettore e a me stesso la verifica delle corbellerie che inevitabilmente proferisce chi urla. Oggi ha trovato uno di questi sfoghi, uno scritto che voleva essere la prima pagina del sito AeM ma che evidentemente, pur toccando temi etici che hanno riflessi sulle politiche del lavoro e sulla cooperazione sociale, non è adatto allo scopo per cui è nato. Rileggendolo mi pare meno urlato di altri e, piuttosto di abbandonarlo lì da solo, in quella cartella dove darebbe solo fastidio decido di metterlo in un blog.

Traslochi

del 27/07/2007

Che fatica pensare positivo! - piccole e grandi idee "politiche"

Ad un certo punto bisogna buttare dietro le spalle il passato e guardare avanti: non ci si può attardare a lungo aspettando chi non ha capito che bisogna aggiornarsi [1] e/o chi non lo ha fatto perché ha delle ragioni.

I primi sono i più sfortunati perché chi non capisce .. subisce. E lo sanno bene i secondi le cui ragioni spesso non sono estranee a tale ignoranza.

Purtroppo ciascuno, anche nel proprio microcosmo, sperimenta e si misura quotidianamente con questa debolezza. L'interesse per l'oggi ("tutto subito") prevale spesso sulle scelte più lungimiranti (collettivamente più efficaci) ed in tal modo non ci curiamo delle conseguenze.

I capitalisti daltronde, supportati da uno stuolo di economisti che nel corso degli ultimi due secoli si sono spremuti nel dare basi scientifiche a tali teorie, partigiani interessati, affermano da sempre che la legge della giungla, che loro invece chiamano competizione, è l'unica via per affermare la supremazia di qualsivoglia prodotto o altro aspetto della vita dell'uomo.

Curiosamente questa visione fortemente darwinistica ed evidentemente propagandistica viene propinata come interesse collettivo anche quando si tratta di legittimare gli strumenti dei privilegi [2].

L'inganno "nelle cose che succedono sopra di noi" ci schiaccia e sembra costringerci ad accettare come verità incontestabili meccanismi che in realtà non fanno assolutamente parte della nostra cultura, delle nostre scelte. Anche se talvolta spiegano pure le nostre debolezze.

Non è nelle grandi idee che l'uomo è piccolo, l'uomo è piccolo nelle scelte quotidiane, nel lavoro, nelle relazioni, nella propria verità.

Il problema dei legami tra scelte individuali e condizioni socio-economiche, l'impegno dei laici e l'ispirazione dei cattolici che hanno infiammato alcune generazioni, è ora decisamente declassato e non sembra più in grado di produrre una sufficente "attenzione individuale al benessere collettivo". Senza questa attenzione è facilmente prevedibile il collasso del concetto di cittadinanza preambolo di un nuovo tipo di sudditanza [3].

Non è necessario essere capitalisti, caimani della finanza o truffatori per partecipare al banchetto. A cucinare (legittimare), poco o tanto, lo status quo ci pensano a turno gli antidivorzisti-divorziati, gli ambientalisti con SUV, i doppio-lavoristi evasori, i dipendenti infedeli (fannulloni) e tutti i cittadini disattenti. Ciascuno di noi contribuisce (talvolta nostro malgrado) a perpetuare questa situazione quantomeno "poco saggia" oltreché contradditoria e ipocrita.

Troppo spesso mentre verifichiamo la progressiva mancanza di onestà, moralità, impegno, altruismo, tolleranza, solidarietà negli altri noi, (quasi tutti noi, forzatamente) aderenti allo schema in cui ci troviamo, evitiamo di affermare alcune verità pure a noi stessi [4].

Pensiamo alle omissioni. Le omissioni, tra i cattolici, sono persino causa di peccato [5]. Ma non ci sono peccati nel modo del lavoro, nella pubblica amministrazione, nella politica, nell'informazione.

Sono "omissioni collettive" quelle che consentono alle "verità giurisprudenziali" di sovrapporsi alle "verità morali" e al malaffare di governare il malaffare [6].

Non ci attendiamo quindi che uno scatto di dignità venga da chi ha le maggiori responsabilità (pari almeno agli enormi, ingiustificati profitti) cioè ai più o meno "furbetti" che hanno in mano la gestione dei grandi interessi [7] e che, come dicono le statistiche, hanno visto aumentare enormemente i profitti simmetricamente al generale impoverimento. Nonostante la loro grande disponibilità di mezzi, di studiosi, di scienziati questi sembrano intenzionati a continuare la commedia quanto più possibile. Ignavi, come imperialisti pre-industriali, continuano a legittimare reciprocamente la loro ipocrisia. Per loro non sembra finita l'era dei safari.

Forse solo nel momento in cui i loro enormi interessi saranno evidentemente in pericolo, quando, presto, le quotazioni delle borse riserveranno loro delle brutte sorprese, forse allora riconosceranno che gli allarmi ci sono stati.

A chi conviene?

Conviene. Questo si crede. Conviene far finta di niente, tanto .. non cambia niente. Ma così si fa il gioco dei privilegi. Non-vedo, Non-sento e Non-parlo sono le mascotte dell'ingiustizia.

La disinformazione (ignoranza), l'asimmetria conoscitiva e il lobbismo sono alla base di tutti i privilegi, dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo, dell'uso dissennato delle risorse ma, soprattutto, sono il principale ostacolo ad una vera emancipazione.

Siccome (purtroppo) non abbiamo un "manuale d'uso" che ci indichi come guidare e come fare la manutenzione del pianeta, stiamo utilizzando delle regole che (ovunque) si sono affinate più per servire gli interessi immediati dei diretti interessati che un superiore interesse comune.

[1]Nell'originale collegamento a: http://artiemestieri.tn.it/aggiornarsi/
[2]

Basti pensare infatti al significato e al ruolo attuale del copyright, che è l'antitesi della libera competizione e non serve che ad alimentare le asimmetrie e, di conseguenza, i privilegi.

NB: non voglio sostenere che il copyright sia eliminabile ma piuttosto sottolineare come sia "fortemente funzionale" al sistema.

[3]Anche se con un significato quasi antitetico nel trentino di molti anni fa c'era già chi riteneva di essere passato da "cittadino" austriaco a "suddito" italiano.
[4]L'allarme è stato lanciato (anche) ufficialmente molti anni fa ma ancora molti di quegli economisti di cui si parlava sembrano non considerare i Limiti dello sviluppo
[5]solo per fare un esempio che banale non è e che sta nelle cronache dei nostri giorni, basta ricordare il dramma della pedofilia nella chiesa cattolica del nordamerica. Non vi è dubbio che siano state proprio le gravi omissioni di chi pedofilo non era ma che sapeva e non ha espresso il proprio dissenso ad alta voce a consentire il ripetersi di quei fatti.
[6]con che materiale sia rivestita la faccia dei condannati (e dei condannabili) che siedono in nome del popolo civile su poltrone che dovrebbero vedere solo culi puliti non sappiamo e non ci interessa, resta il fatto che per la responsabilità di aver votato e di rivotare per costore è in mano al nostro uomo piccolo.
[7]che dire, anche definendo per bene cosa significa essere "furbo" non sapremo mai se sia più furbo Fiorani o il lavoratore che vota Berlusconi convinto che sia il più adeguato per salvaguardare il proprio futuro!

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