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Consulenza cori


Il Coro

Il coro appare un’aggregato di persone che dedicano parte del loro tempo a cantare, che nella più oggettiva delle definizioni è l’uso dell’apparato fonatorio in simultanea ad altri. Il coro secondo questa prospettiva -estremamente banalizzate- rappresenta molto poveramente e marginalmente qualcosa di utile e di creativo a sé ed alla comunità. Il coro però può venire inteso attraverso una prospetiva esperienziale individuale, esso allora appare come un gruppo di individui che condividendo uno spazio e un attività fisica -il canto- mettono le basi per

  • la loro coordinazione,
  • per l’autoregolazione in relazione agli altri membri,
  • per la capacità di accogliere e rispettare il diverso (sul piano dell’abbigliamento, del modo di fare, dell’atteggiamento, del modo di comportarsi nei tanti piccoli aspetti della relazione umana: l’orario, il saluto, lo sguardo, il guardare, lo stare con l’altro, i tempi e i modi dello stare con l’altro ecc), del modo in cui è,
  • per la capacità di negoziare il proprio con l’altrui punto di vista,
  • per la capacità di esprimere il proprio sentire, le proprie necessità, e di farsi spazio
  • per la possibilità di infrangere dei luoghi comuni e stereotipi mai criticati e mai messi fuori uso dalla comunità, anche se inutili, dispendiosi e deleteri,
  • per la possibilità di fare spazio al suo interno alle persone in crescita (spazio fisico e anche spazio sonoro) divenendo così luogo a sostegno dello sviluppo e dell’identità di piccoli e grandi,
  • mezzo per influenzare -attraverso i ritmi e le frequenze- l’evoluzione della comunità dei rapporti nella direzione di ciò che è utile, buono e salubre
  • mezzo per accogliere le difficoltà e proporre modalità più “corali”, più “armoiche”, “musicali”, sinergiche, alterne e alternative (quando quelle consuete non raggiungono i risultati prefissi) per affronare le situazioni nel rispetto delle persone e delle loro necessità

Il Canto

Il canto non è solo un sano esercizio fisico, sebbene non si debba sottovalutare questo aspetto. La musica è il metodoeducativo per eccellenza, poiché insegna il ritmo! E la vita non è altro che ritmo. Apprendere la musica è meglio che imparare a leggere, per un individuo, leggere è fondamentale invece per vivere nelle società cosiddette “avanzate” (lo sono le società occidentali) che hanno informazioni in sovrabbondanza, al punto che –trà l’altro- bisognerebbe imparare a a selezionare le informazioni o a difendersi quando sono troppe (in tal caso si avrebbe disinformazione). Legate al ritmo ed al canto ci sono le grandi imprese, si pensi ai plotoni in guerriglia, ai canoisti o equipaggio delle navi da pesca, a certi lottatori, al tifo che incita e sostiene ecc. (Georg Groddeck 1976 La natura guarisce il medico cura. La scoperta della psicosomatica Celuc libri )

La consulenza

Una consulenza psicologica e relazionale presso un coro può avere le seguenti finalità:

1 educare all’ascolto, all’ascoltarsi ed ad ascoltare le esigenze degli altri

2 favorire lo sviluppo di una rete di rapporti interna che funzioni

3 favorire la crescita degli individui attraverso la creazione di una leadeship che
apprezzi le risorse presenti in ognuno

4 favorire la possibilità di incontri genuini trà le persone così come sono

5 favorire lo scambio trà individui nel rispetto dell’alterità e delle particolarità di genere

6 permettere ai cori del territorio di cantare in un coro più grande di voci composte
da gruppi corali (educare alla relazione di potere volta alla crescita, alla sofisticatezza ed alla politica)

La proposta è rivolta e indirizzata

  • è rivolta a gruppi associazioni o parrocchie che hanno un coro composto da individui giovanissimi, giovani, adulti o anziani, maschi e femmine
  • è indirizzata a favorire una corretta informazione sui processi elementari coinvolti nella relazione umana e favorire il dispiego di tali abilità e la coesistenza delle persone.
  • è indirizzato a persone che hanno a cuore la correttezza, l’efficacia, la ricchezza, ed il rispetto della relazione umana.
  • ai cori che desiderano introdurre nell’operatività del gruppo, competenze e modi di essere rispettosi dell’alterità e confacenti alla salute relazionale e psicologica.

Contenuti

PRIMO LIVELLO

  • ASCOLTO tecniche di ascolto guida all’ascolto
  • MASCHIO FEMMINA due generi e due percorsi per l’incontro/essere sessuati in mezzo ad altri sessuati
  • Elaborazione di STRATEGIE DI COORDINAMENTO
  • Strutturazione e mantenimento della LEADERSHIP
  • LA COMUNICAZIONE che faccia intendere le persone e portare il gruppo a individuare, mantenere e perseguire il suo fine
  • LA COMUNICAZIONE NON VERBALE: che è l’80% della comunicazione umana

LIVELLI SUCCESSIVI:

  • individuazione della struttura del gruppo
  • individuazione dei ruoli e acquisizione della consapevolezza, delle risorse (e delle forze) del gruppo, e impostazione di una base (sicura) per lo sviluppo armonico delle relazioni e di ciascun individuo partecipante (leggere anche le parole tra parentesi indica un ulteriore livello)
  • individuazione delle aree di sviluppo del gruppo, nello scopo esplicito e in sintonia con le necessità evolutive di ciascun individuo;
  • individuazione dei miglioramenti effettuati da ciascun partecipante il gruppo e sottolineatura delle tappe conseguite e raggiunte.
  • LA CONSERVAZIONE del telaio in costruzione con periodiche visite
  • rilevare e affrontare le situazioni di grande difficoltà di ciascun singolo partecipante il gruppo; operare per il loro superamento

Metodologia

Partecipazione ad alcuni momenti dell’attività del coro. Colloqui.

Orari

L'attività è svolta presso il coro nelle ore di incontro previste.


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