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IPNOSI CLINICA e cura psichica


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IPNOSI IPNOSI CLINICA
A cura di

Luca dr. Vivaldi Psicologo

Articolo sviluppato dal Trattato di Ipnosi (Sofrologia) di Franco Granone

Indice dell’articolo 1. Terminologia ed essenza dell'ipnosi 2. Ipnositerapia suggestiva diretta 3. Ipnositerapia di sostegno 4. Ipnositerapia della "presa di coscienza" 5. L'ipnosi come terapia catartica e altri procedimenti ipnoanalitici 6. Ipnoanalisi 7. Autoipnosi

1. Terminologia ed essenza dell'ipnosi
Braid (1843) fu il primo a introdurre la parola "ipnotismo", definendolo come uno "stato particolare del sistema nervoso, determinato da manovre artificiali". Successivamente Bernheim giudicò l'ipnotismo come un "grado di suggestibilità esaltata", intendendo per suggestibilità "l'attitudine a essere influenzati da un'idea e a realizzarla". Charcot lo definì come "una nevrosi sperimentale". Altre definizioni sono state date ancora, a seconda delle diverse scuole e dei modi con cui sono stati interpretati i fenomeni ipnotici. Lo stesso Braid ad esempio, avendo successivamente costatato che i soggetti che si "addormentavano" erano una minoranza, uno su dieci tutt'al più, e che polarizzare l'attenzione del pensiero su una sola idea procurava eccellenti risultati terapeutici senza l'intervento del "sonno", ripudiava la parola ipnotismo nel 1847 sostituendolo col termine di "monoideismo" per designare la condizione dell'intelletto dominato da una sola idea. Per chiarezza di esposizione preciso subito che per "ipnotismo" intendo la possibilità di indurre in un soggetto un particolare stato psicofìsico che induce un particolare stato di coscienza durante il quale si realizza un legame speciale tra ipnotizzato e ipnotista, legame speciale che permette all’ipnotista di influire sulle condizioni psichiche, sornatiche, viscerali, neurologiche e comportamentali dell’ipnotizzato. Si sa’ che lo psichismo può influenzare tutta la fisiopatologia somatica, umorale e viscerale per l'esistenza di una reciproca correlazione, psicosomatica e somatopsichica. In tale senso, lo studio degli stati ipnoidali eteroindotti o autoindotti durerà fino a che esisterà quello delle molteplici componenti della personalità umana e finché un uomo, si accosterà a un altro per influenzarlo, o sorreggerlo e curarlo.

2. Ipnositerapia suggestiva diretta
Nell'ipnositerapia suggestiva diretta la relazione interpersonale ipnotista-paziente è strettamente direttiva da parte del primo e il soggetto viene mantenuto in uno stato di passività. L'intensità di questa varia secondo il valore psicodinamico del sintomo morboso che si vuole reprimere. In questi casi è opportuno avere consapevolezza del pericolo che può derivare dalla brusca soppressione di questo, si cerca di rispettare il più possibile la sua funzione difensiva per l'individualità psicosomatica del soggetto. Sono sorte tecniche di miglioramento (Moody, Stoltzenberg), con cui si attenua il sintomo mediante il rilasciamento della tensione emotiva; tecniche sostitutive (Scitz, Kline), con le quali si sostituisce un sintomo con altro simbolicamente equivalente, ma generatore di minore ansia; tecniche interventive (Kline, Wolberg, Schonck), con le quali si soffoca gradualmente il sintomo morboso, modificandone per via suggestiva il modello sensorio-percettivo e la sistemazione tempore-spaziale (Remerò). L'ipnositerapia suggestiva diretta, ritenuta di solito fra le più semplici delle terapie ipnotiche, è invece fra le più complesse e delicate. Essa si può adoperare con successo nelle alterazioni funzionali degli organi, quando queste non siano la manifestazione esclusiva di un processo di "conversione". Da un esame della letteratura, eseguito fra i più importanti lavori condotti col maggior rigore sperimentale, risulterebbe che l'ipnosi-terapia suggestiva diretta sarebbe stata impiegata con successo nei disordini emotivi infantili (Ambrosc), nel singhiozzo (Kirkner, West), nella balbuzie (Wolberg), nella miopia (Le Cron), nelle verruche (Me Dowell), nelle neuro-dermiti (Kline), nei dolori della più svariata natura (Rosen, Laux. Bors, Dorcus, Kirkner, Lassner, Livingstone, Wallace), nelle tossicomanie (Bau-douin, Schultz, Stokvis. Wolberg), nell'obesità (Giudes, Wolberg), nell'ipertensione arteriosa (Krapf, Schultz, van Pelt). nell'ulcera peptica (Moody), nelle più diverse infermità psicosomatiche (Le Cron e Bordeaux, Kirkner, Rosen, Wolberg).


Sfccr Studio di Formazione Consulenza Consultazione e Ricerca 3. Ipnositerapia di sostegno

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La ipnositerapia di sostegno si differenzia da quella suggestiva diretta perché le varie tecniche ipnotiche di suggestione vengono in essa adoperate non tanto per risolvere immediatamente il sintomo morboso, quanto per accedere a ulteriori percorsi di cura razionali, adatte a eliminare i conflitti interni e ad arrivare così a un maggiore controllo degli impulsi istintivi e di adattamento. Con questo sistema praticamente si applica l'ipnosi a uno dei numerosissimi metodi della psicoterapia cosiddetta razionale, aventi per base la persuasione: metodi di "assicurazione", di "desensibilizzazione", di "allenamento", e di "rieducazione", di "ricondizionamento" ecc. Mentre nell'ipnositerapia suggestiva diretta si fa appello all'obbedienza del paziente, in quest'ultima ci si richiama invece alla sua ragione. L'ipnotista rimane sempre un'autorità che tuttavia non più dispoticamente comanda, ma cerca di fondare sopra solidi convincimenti i propri aiuti e consigli, per i quali desidera un consenso della ragione. La relazione interpersonale anche nell'ipnositerapia "di sostegno" è di dipendenza, ma questa, al momento giusto, viene sfruttata per rendere tollerabile al paziente una "indagine profonda, incisiva, inesorabile nel vivo delle sue difficoltà e cioè per avviarlo a un trattamento psicologico o analitico". Lo sfruttare la temporanea dipendenza di un soggetto per creare una base per una indipendenza successiva (Erickson) è precisamente ciò che avviene nello sviluppo spontaneo dell'uomo, in cui il bambino si sottopone alla maschilità del padre, per diventare maschile (Fenichel). Per praticare un'ipinositerapia di sostegno, limitata alla direzione guida, persuasione, confessione, discussione, rassicurazione, rieducazione, può essere sufficiente una leggera trance (Remero e altri), mentre […] per il ricondizionamento e la desensibilizzazione mediante conflitti sperimentali, occorrano una trance profonda con amnesia postipnotica. L'ipnositerapia di sostegno, secondo diversi autori, può essere applicata con successo nelle infermità psicosomatiche, nelle nevrosi attuali e in quel "gruppo di sindromi in cui il conflitto psichico è parte predominante; ma la difesa si attua impiegando vari meccanismi che, pur essendo organizzati, non rivestono ancora le caratteristiche della vera 'formazione del sintomo' ". Dovrebbero essere escluse dal trattamento con le due forme di ipnosi-terapia sin qui descritte, le sindromi morbose complicate da vere psiconevrosi e da sintomi mentali di tipo isterico e ossessivo (Romero e altri). Nelle psiconevrosi entra in gioco, per gli psicoanalisti, un meccanismo di conversione, per cui il sintomo non è più una diretta manifestazione della tensione imbrigliata, ma rappresenta un vero compromesso tra forze rimosse e rimoventi. La complessa struttura di questo sintomo, scrive Romero, che soddisfa a scopi e a situazioni molteplici, rende ragione dello scacco finale a cui si espone l'ipnositerapia di sostegno, come qualsiasi forma di psicoterapia razionale, quando si avventuri a fronteggiarla come mezzo terapeutico definitivo, uscendo dal suo ruolo di terapia sussidiaria e preparatrice della psicoanalisi.

4. Ipnositerapia della "presa di coscienza"
L'ipnositerapia della "presa di coscienza", infine, è la tecnica che trae dalla psicoanalisi tutta l'impostazione teorica e impiega l'ipnotismo solo per la rapida attuazione del trattamento psicoanalitico, dato che l'ipnosi ha il grande vantaggio di eliminare rapidamente quelle resistenze che impediscono al materiale subconscio di affiorare e di rendersi cosciente. Tale tecnica si avvale dei cosiddetti metodi "ipnoanalitici", i quali però non sono affatto un sostituto della psicoanalisi, ma solo un mezzo sussidiario di questa, dovendo riguardarsi l'alleanza fra ipnosi e psicoanalisi come una fase transitoria e preparatoria alla psicoanalisi schietta. La "presa di coscienza" e cioè la percezione da parte del paziente di un modello, d'una configurazione nel suo comportamento e nel suo pensiero, scrive Romero, non esaurisce difatti tutto il compito analitico, ma è solo il presupposto indispensabile di questo, che mira a produrre modificazioni dinamiche della base stessa su cui germogliano gli schemi patologici. Nell'ipnositerapia della presa di coscienza, gli psicoanalisti distinguono i procedimenti che non comportano l'analisi del transfert da quelli che, dopo averlo analizzato con i classici metodi della psicoanalisi, arrivano alla sua definitiva liquidazione; facendo presente che i metodi che impiegano manovre di transfert imperiose ed estese rischiano di condurre a un transfert fisso, non analizzabile, ma parimenti liquidabile, aggiungiamo noi, con adeguate tecniche ipnotiche. Per Remero, il campo di applicazione dell'ipnoanalisi è assai più vasto di quello della psicoanalisi ortodossa, in quanto che ingloba anche le personalità psicopatiche, la grande maggioranza dei tossicomani, compresi gli alcolisti, alcune fobie e isterismi di conversione e alcune forme di psiconevrosi ossessiva. In questi casi l'ipnosi, potenziando gli elementi positivi della personalità, assisterebbe il paziente nella lotta contro le nevrosi, mediante una specie di sostegno dell'Io. Questo modo recente di valutare l'ipnotismo e i suoi effetti terapeutici, è parzialmente in contrasto con quello della psicoanalisi classica, che lo ritiene invece non utile nella psicoterapia profonda, o in caso di nevrosi profondamente strutturate (Servadio e altri). Dacché, nella situazione dell'ipnotizzato, la psicoanalisi ortodossa ravvisa solo una
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Luca dr. Vivaldi

- Psicologo ad indirizzo clinico e di comunità - Mental Coach Professionale

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"condizione a carattere 'regressivo' e passivo, che impedisce lo stabilirsi di un vero contatto dell'Io maturo del paziente con il proprio inconscio". Inoltre essa ritiene che il soggetto in ipnosi si attenda dall'ipnotizzatore solo istruzione e comandi e qualsiasi "interpretazione" viene perciò accolta come una "suggestione". La nostra personale esperienza di ipnotismo ci fa ritenere troppo assoluto questo modo di considerare la situazione psichica del soggetto ipnotizzato, che non è così passiva come alcuni credono, sicché reputiamo possibile l'ipnositerapia razionale di sostegno, e della presa di coscienza precedentemente descritte.

5. L'ipnosi come terapia catartica e altri procedimenti ipnoanalitici
L'ipnosi può essere impiegata come semplice terapia catartica e sull'efficacia terapeutica di questo uso si erano già pronunciati Janct (1889), Bourru e Burot (1889) e Breuer (1893). Bourru e Burot hanno illustrato al 1° Congresso Internazionale di Ipnotismo sperimentale e terapeutico tenuto a Parigi dall'8 al 12 agosto 1889, "un caso di neurastenia isterica con doppia personalità" in cui la suggestione banale della soppressione dei sintomi si era dimostrata inefficace, mentre la reminescenza allucinatoria in ipnosi di particolari episodi trascorsi della vita della malata aveva portato alla sua guarigione. Di fatto l'ipnosi, alla stessa stregua della narcoanalisi e della psicoanalisi, richiamando il ricordo di fatti traumatici per la psiche del soggetto, può portare con la ripresentazione mnestica di essi e l'esplosione delle relative reazioni emotive, alla risoluzione di sintomi morbosi causati dalla carica emotiva a lungo inibita e contenuta. Il miglioramento si avrebbe anche per il passaggio alla consapevolezza di un ricordo inconscio. […]

6. Ipnoanalisi
Per ipnoanalisi si intende qualunque tipo di analisi della personalità profonda, praticata in trance ipnotica, anche se non fatta secondo gli ortodossi dettami psicoanalitici. Lo studio sistematico della fenomenologia neuro e psicofisiologica in ipnosi […] giustifica, secondo chi scrive, tale concezione; cosicché la ipnoanalisi (come del resto molti autori, Alema, Gomirato e altri, fanno già per la narcoanalisi) deve essere considerata quale un mezzo clinico, a sé stante, di esplorazione delle varie strutture psichiche della personalità e non solo dell'inconscio freudiano. […]. Siccome si usa genericamente il termine di ipnoterapia per indicare tutti quei procedimenti che si avvalgono del sonno come mezzo di cura, sia esso prodotto da farmaci o dall'ipnosi, si ritiene più esatto adoperare il termine di ipnositerapia per ogni cura eseguita mediante l'ipnotismo, con o senza il "sonno" ipnotico. Ciò perché questo nulla ha a che fare con il sonno da medicamenti. Così esiste una "ipnopedia" e una "ipnosipedia" e cioè due procedimenti ben diversi con i quali si cerca di imparare più facilmente delle nozioni, nel primo caso durante il sonno fisiologico e nel secondo servendosi invece della "trance" indotta da un ipnotista. Ci guardiamo, infine, dal chiamare "trance" quei torpori della coscienza che possono essere causati da mezzi chimici o fisici (metronomo, luce intermittente o abbagliante, trauma cranico ecc.), in quanto che in essi è esclusa la psicogenesi rappresentativa, suggestiva e riproduttiva del fenomeno stesso, come nella vera trance, sia essa auto o eteroindotta. Riteniamo che insistere per un'esatta terminologia non sia una pedanteria semantica, ma un'indispensabile necessita per meglio intenderci ed evitare grossolani errori. Ne ricordo ad esempio uno in cui sono incorsi tutti i quotidiani italiani del 1970 e anche purtroppo la stampa forense, a proposito di un delitto compiuto in stato di "tossicosi da farmaci" e che fu definito come delitto in "ipnosi".

7. Autoipnosi
Nel parlare di autoipnosi si descrivono particolari tecniche che permettono al soggetto, di diventare ipnotizzatore di se stesso. Molte sono le tecniche conosciute per raggiungere questo risultato. L'autoipnosi ha molto in comune con le tecniche di meditazione orientale. La differenza fondamentale tra la meditazione orientale e l'autoipnosi è la finalità: nella prima chi medita cerca di allontanarsi dal problema per raggiungere uno stato d'animo più sereno, nella seconda che potremmo definire una meditazione occidentale- chi entra in uno stato auto ipnotico, focalizza la sua attenzione proprio sulla soluzione del problema. Le sensazioni sono simili e sicuramente in entrambe, con lo stato di trance si raggiunge un primo importante obiettivo: distaccare -anche se momentaneamente- la persona dal suo problema; quando però con mente e spirito più sereni, ci si immerge nuovamente nella realtà, l'autoipnosi, mediante la focalizzazione sulle suggestioni, permetterà di ottenere modificazioni comportamentali tali da avviare un processo di risoluzione del problema trattato. Chi pratica l'autoipnosi può entrare nella sua trance in qualsiasi momento, contrariamente a chi invece deve ricorrere ad un ipnotizzatore, ciò ha dei vantaggi e degli svantaggi. Vantaggi: ci si può auto ipnotizzare quando si vuole; si Svantaggi: solo con la guida di un professionista è
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risparmia tempo e denaro; si possono affrontare e superare semplici problemi (dolore del dentista, del parto, anestetizzare, regolarizzare funzioni, ecc.); è un metodo naturale .

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possibile centrare meglio i problemi e la giusta soluzione; non è possibile utilizzare da solo 1'autoipnosi per affrontare problemi psicologici seri.

Bibliografia
Erickson M.H. Rossi E.L., L’esperienza dell’ipnosi, Astrolabio, Roma, 1985 Granone F. Trattato di ipnosi, Bollati Boringhieri, 1972 Miller W., Rollnick S., Il colloquio di motivazione, Ed Centro Studi Erikson, Trento, 1994

Del Dr. Vivaldi è reperibile sul web l’articolo: Ipnosi Training Autogeno e Sonno

L’articolo è collegato alle seguenti aree del sito del proponente: Area Sostegno Psicologico Area rilassamento Personal life coaching Approccio ai disturbi psicosomatici Ripubblicato il 30 luglio 2011
1° pubblicazione 20 giugno 2006

Luca dr. Vivaldi
Psicologo ad indirizzo clinico e di comunità - Mental Coach - Formatore Master Pratictional in Programmazione Neuro Linguistica - Ipnosi clinica - Educazione sessuale - Training Autogeno Abilitazioni: Albo degli Psicologi di Trento 281/99 Registro italiano Professionisti di Coaching 352/05 riceve a Trento Verona Brescia cell. +39 (0) 335 83 16 374 mail: luca.vivaldi@gmail.com sito web: http://artiemestieri.tn.it/Members/lucav

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