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L’AUTO-FORMAZIONE è alla base della formazione e del successo nella propria vita

Indice 1. L’autoformazione come risorsa vitale 2. Sminuire l’Autoformazione: eresia o difesa? 3. Come si ottiene quello che si vuole? 4. Conclusioni 5 Bibliografia consultata

1. L’autoformazione come risorsa vitale

Il concetto di Autoformazione esprime in modo efficace l’atteggiamento di chi si forma da sé e non demanda ad altri ciò che può e deve fare per sé o per la propria situazione. L’atteggiamento di colui che non demanda a questa o a quell’agenzia, a quella scuola o insegnante; è la possibilità di approfondire senza l’aiuto della mediazione del gruppo o di relazioni che accompagnino, facilitino, controllino o dichiarino il percorso effettuato. La mente è la sede dell’autoformazione, è la sua origine e la sua destinazione. Chi vuole formarsi da sè abbisogna di una solida capacità di criticare l’esperienza fatta, perchè il desiderio di auto formarsi parte proprio da • dalla capacità di mettere in discussione mantenendo aderenza con l’ordine delle cose, • dalla capacità di guardare alle cose in modo genuino e innovativo, • dalla capacità di dar peso a ciò che per sé mostra avere importanza (evitando il facile asservimento incondizionato a qualche consuetudine, dogma o pretenziosa richiesta di potere). Si tratta di una modalità con cui costruire senso, che è percettiva e creativa, che fa notare il fabbisogno di conoscenze e mette le basi per ciò che si saprà fare, per ciò che avverrà. Naturalmente senza la capacità di riconoscere ed aderire all’ordine delle cose e senza una coerente capacità critica, il processo sopra citato funziona similarmente, e ottiene risultati molto diversi, pertanto, in tali condizioni, o si rimane nel teorico o si vedranno ben presto gli errori. La mente è lo strumento per l’apprendimento, è leggera, è alla portata di tutti, è la più economica, si basa sul cervello e sulle facoltà di cui è dotato, anche se –ad essere realisti- non è di tutti gli individui essere padroni del riflettere, del pensare, dell’immaginare dell’analizzare, ecc.. La mente di ognuno di noi è pertanto un laboratorio portatile, disponibile e dinamico che permette di formarsi e di dar forma alla propria vita, includendo in questa la propria storia, il presente in divenire, e le possibilità percepite/possedute in un continuo rifacimento operato proprio


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dall’intelletto. Formare se stessi è un lavoro progressivo e regressivo di forme che nascono e muoiono, si adeguano e sostituiscono nel farsi e disfarsi incessante. Auto Formarsi è formarsi da soli e corrisponde ad un processo non del tutto cosciente dell’identità, che per alcuni non muta né evolve, mentre per altri, anche solo per influenze sociali, nuovi impegni, crisi affettive, arriva ad assumere nuove e imprevedibili configurazioni. Si tratta di modalità del darsi forma, che non sempre visibili agli altri o ai più distratti. Il soggetto che si dedica all’auto formazione o autoempowerment può investire consistenti o limitate risorse personali, può utilizzare le sue capacità di riflessione su quanto gli accade, può utilizzare le sue capacità di elaborazione e di interiorizzazione e così facendo, arriva ben presto a procurarsi altre e nuove rappresentazioni di sé e del mondo, nuove possibilità di essere e di divenire.
2. Sminuire l’Autoformazione: eresia o difesa? È probabile che in taluni soggetti l’abbinamento autoformazione-eresia possa essere immediato e perciò dovuto presumibilmente a due motivi: da un lato alla rappresentazione sociale che per questi può aver assunto la scuola e dall’altro al possesso di uno stile delegante che richiede continuamente rassicurazione. La scuola può venire vista certamente come un opportunità che da’ stimolo e fa da contenitore: che facilita il formarsi sano ed equilibrato nella società complessa; ma per taluni è divenuta l’unico contesto in cui si può parlare di ciò che ha senso, e serve alla crescita, per taluni è divenuta l’universo -l’unico verso- e con ciò l’unico luogo che “deve dare tutto quello che serve” ai soggetti. Anche se poi notiamo che dentro la scuola c’è chi blocca o boicotta i processi formativi (pensando che così facendo si risolvano le difficoltà del vivere, difficoltà che invece non verranno per niente influenzate), c’è chi impone i suoi giochi al ribasso e minacciosi (per es. i bulli – che con le loro caratteristiche comportamentali relazionali e nella gestione degli impulsi, ci sono tra gli alunni, tra i famigliari, tra gli adulti dei diversi settori della società), chi asserve la scuola a settori dell’economia (avviene a livello locale ed a livello nazionale, pare essere necessario) e dopo di questi altri la asservono ad altri settori, c’è poi chi ne fa un soggiorno per studenti che vi rimangano per molto tempo (è l’economia del tararsi sull’alto gradimento percepito dal cliente/utente). Auto formarsi è partecipare attivamente, consapevolmente, puntualmente, progettualmente alla costruzione di sé, ricercando i contributi appropriati, dosandoli, cambiando “gli ingredienti” a seconda degli obiettivi e delle necessità. Si tratta di un lavoro che può procurare molto, in un gran numero di situazioni; naturalmente ciò può avvenire solo se la mente è stata abituata ad avvalersi della risorsa auto formativa del pensiero. La risorsa auto formativa in alcune fasi della vita appare persino cruciale: nelle ultime fasi dell’esistenza quando l’individuo si trova di fronte all’imminenza della fine, o nelle tappe decisive dell’individuo, o di fronte ad una grave crisi dovuta alla malattia, ad una separazione o ad un lutto: in queste situazioni più in particolare sono spesso attivate la funzione riflessiva e quella introspettiva. Scrivendo di autoformazione non mi riferisco necessariamente ad un processo narcisistico e solipsistico che isola il soggetto, il narciso si sa, si ripete e di solito non cambia mai; mentre il sapere apre alla conoscenza, al mondo ed all’azione sul mondo, un azione che si caratterizza per strategia e non per violenza. Per alcuni però il sapere è fonte di
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dr.

Luca Vivaldi

- Psicologo ad indirizzo clinico e di comunità - Mental Coach Professionale

Riceve: Trento Verona Brescia

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preoccupazione e perciò va trincerato, segregato, fatto uscire centellinato e parzialmente, solo per quello che serve ed appare funzionale subito! Ma appare ben presto che anche questa è una scelta, una scelta necessaria alle strutture Il genio e la misura del sapere (umane e sociali) più deboli. Einstein e' stato bocciato in La soluzione dei problemi della vita, ma anche la loro matematica e se avesse fatto i individuazione, non sono un semplice atto convenzionale quiz forse non asarebbe entrato nelle facolta' numero chiuso! condiviso, dove la medesima soluzione appare chiaramente Il diritto alloestudio di fatto viene negato rifiutato ai venire migliore a tutti in pari modo: sì tratta invece di un atto giovani che devono guidati, accompagnati, creativo e costruttivo. La soluzione operata su un problema certificati nello studio e verso il lavoro (il libero è strutturante la vita dell’individuo che l’ha scelta ma anche mercato), lavoro che beneficia non di di quel gruppo. La soluzione, le soluzioni sono degli atti, di energie vitali e cervellipersone -e prodotto di uno stile che -con il tempo- faranno evitare, o al addomesticati al retrò o demotivati. contrario consegneranno, a determinati problemi, In Italia, coloro che si impappinano nel fare i test, ma limitazioni, impossibilità, sofferenze, a volte malattie! Si avrebbero voglia di studiare e realizzarsi probabilmente arriva a quella vita che ognuno è riuscito a concepire per sè. dovranno andare a lavorare Il discorso sull’autoformazione ripropone il dibattito sulla raccomandabilità o meno che i programmi di formazione vengano costruiti in maniera omologante, massificante e generalista. L’autoformazione richiede una logica che non si preoccupa di domandarsi ex ante quale dovrà essere il termine del percorso, o il valore formativo del prodotto realizzato, anche perché è probabile non ci sarà una vera e propria fine, forse ci sarà una pausa, forse avverrà con la fine dell’esistere forse consegnerà ad un enorme risultato inimmaginabile alla partenza. La formazione dal canto suo, deve invece chiedersi se l’esperienza che propone sarà in grado da sola ed entro la sua conclusione, di generare risorse intellettuali tali da accrescere il livello di autonomia del soggetto rispetto alle sue scelte; intime, interiori, personali (che potranno avvenire in varie fasi, in vari ambiti ed aspetti, per scopi propri). A tale proposito si legga l’articolo inchiesta di Repubblica.it riportato in sitografia Tangenti, truffe, poco lavoro La formazione è una fabbrica di precari). Nell’articolo viene riportato l’esito dell’inchiesta su cosa produce la formazione alla professione: un esito criticabile in diversi punti. Si può dirlo con Kant, che nella nozione platonica di autodidaktos scrisse: il soggetto in apprendimento auto diretto (self-directed learning) è sempre attore in prima persona. Se il soggetto si rivolge alla formazione, è per entrare in una esperienza dove troverà aiuti e facilitazioni, dove ci saranno periodici bilanci sulla dotazione e sull’assimilazione, valutazioni sull’esito dei processi attivati ecc.: un’esperienza che è chiaramente riconoscibile come Formazione. Mentre se sceglie l’Autoformazione, il soggetto attiva un’occasione di sviluppo nella quale investe fatica e attenzione per ottenere profittevolmente di riavvicinare i movimenti delle nozioni di ricerca, di sapere, della
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all'estero mentre verrà importato ciò che necessitiamo: gli ingegneri informatici, le infermiere, i medici, le badanti, e le auto “italiane” ecc.. I test servono a distinguere i soggetti e le famiglie secondo una logica matematica e poco efficace, ottengono l’effetto di far girare come trottole per l'Italia dei disperati che perdono la possibilità di progettarsi, perché così serve ai burocrati ed ai servizi delle università private e pubbliche, mentre a volte capita di sentire che quelli che hanno superate le selezioni universitarie non arrivano alla laurea. Non frustriamo inutilmente le risorse umane che abbiamo! Viva i giovani, la loro creatività e abbasso il supercontrollo che ha sempre creato un’ideologia che ammazza l'uomo. La speranza e il coraggio sia per chi vuole osare, perché se la selezione naturale è indolore è anche molto efficace nel fare spazio ai veri vincenti.

dr.

Luca Vivaldi

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scoperta e della soluzione che gli daranno senz’altro dei risultati, si tratterà di un percorso in cui il soggetto potrà far confluire tutte le risorse di cui può disporre e tutti gli strumenti a lui accessibili, di cui ha fiducia. Accedendo all’Autoformazione si procura un’occasione di gratificazione e di introspezione che è creativa e di enorme valore individuante. Si tratta spesso di modulazioni esplorative-investigative-ricognitive “fatte da sé” che, di solito, si dischiudono quasi sempre alla formazione prima o poi. Perché qualsiasi rinnovamento, parte da qualcosa che accade dentro di sé, che viene sostenuto dalle proprie risorse (autobiografiche, esperienziali, mentali, ecc), e che poi si trasforma -come avviene per ogni cambiamento intenzionalmente cercato o casualmente vissuto- in un occasione di apertura ad altri mondi: siano essi microcosmi di vita o orizzonti molto più dilatati. Auto formativo è perciò quanto sappiamo elaborare di ogni informazione o esperienza incontrata o impartita. 3. Come si ottiene quello che si vuole? Di primo acchito, quando si sente dire che ciascuno è creatore della propria realtà, che ciascuno è attivo nella costruzione della propria vita, si nota un generico senso di gioia e accoglienza, probabilmente ciò avviene perché la maggior parte delle persone brama controllare la propria esperienza. Ma quando si arriva a Esercizio: Se si presta comprendere che ogni cosa che accade è stata attratta da un attenzione al proprio stato d'animo, l’automonitoraggio nostro pensiero (bene o male si crea e ottiene ciò che si riesce serrato dei pensieri non è vi sentite a pensare), alcuni si sentono a disagio, e d’un tratto “negano necessario. Se che ciò che bene sappiate la loro capacità generatrice” e con essa negano anche le state dicendo, pensando o facendo in quel momento responsabilità. probabilmente è conforme ai intimi, Non intendo incoraggiarvi a controllare i vostri pensieri nel vostri obiettivi piùche ogni e sappiate anche, modo che vi verrebbe più spontaneo, perché credo sarebbe volta che vi sentite male, i scomodo ed estenuante; posso consigliare invece di utilizzare non siete in linea con vi vostri scopi, qualcosa stà portando lontano da voi. consapevolmente l’esercizio riportato qui a fianco. In breve, quando dentro di L’essere creatore della propria realtà avviene anche a partire voi avvertite una sensazione significa che, dall’avere il coraggio di seguire i propri interessi, dallo negativa, pensieri parole o attraverso in sviluppare le proprie qualità che sono individuali e non sono azioni,creando quel vimomento state –o state sempre rilevabili dagli altri, in special maniera da tutti gli confrontando con- qualcosa non altri. A volte bisogna proprio distaccarsi un po’ dagli altri, e che non volete che Così desiderate affatto. nell’autonomia prepararsi ad accogliere e creare ciò che non accadrà che la combinazione tra una maggiore c’è, ciò che sta per divenire, e che molti altri nemmeno consapevolezza riguardo a maggiore riescono a desiderare, ma servirebbe loro, eccome se ciò che volete, unaai vostri chiarezza riguardo servirebbe. Troppo spesso le persone –per debolezza o per intenti e una maggiore sensibilità verso il vostro vicende personali- si adeguano alla proposta del potere, che sentire verso il vostro in chiede di cedere la propria personale possibilità di stato d'animociò sono serve sostanza tutto che autogoverno per avere in cambio una sensazione di sicurezza ad un essere per scoprirsi più in sintonia con sé maggiore. Ognuno di noi, nella consapevolezza o in assenza stesso e di li attivarsi per di consapevolezza, con le sue scelte, baratta la sua liberta per costruire il suo futuro e la vita. la sensazione di sicurezza. Questo ci segnala di non stupirci, se il creare, in alcuni gruppi umani, viene squalificato e se nei gruppi umani più rigidi, si perpetua sempre uguale il tran tran consueto, divenendo sempre più delle isole, dei luoghi procedurali, dei dormitori, e senza che vi possa confluire la vita e perciò senza la possibilità di dare senso alla vita.
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4. Conclusioni L’Autoformazione è importante perché permette di aumentare il proprio valore: avere più abilità, più capacità, più cognizioni, più capacità di risolvere cose che altri non riuscirebbero a risolvere, permette di riuscire a pensare in maniera creativa, costruttiva e innovativa a partire da ciò che serve. Quello che ognuno deve fare -ogni giorno- è ampliare costantemente le sue conoscenze, le sue abilità e la sua capacità di dare di più. Anche in questo l’Autoformazione è estremamente importante: perché se ognuno trova il modo di apportare maggior valore agli altri, ognuno aumenterà in contemporanea il suo valore, ma aumenterà anche il valore del suo lavoro per la sua azienda/istituzione cui appartiene. In parallelo a tutto questo si arriva a vedere che l’investimento migliore che un’azienda/che un gruppo umano può fare è quello di promuovere le capacità dei propri dipendenti/componenti.
5 Bibliografia consultata e sitografia
Bannister D. Fransella F. L’uomo ricercatore Martinelli Firenze 1986 Bisceglia M. comunicazione privata del 10 luglio 2010 sulla “La divulgazione del sapere psicologico” Carré P. L’autoformation dans l’entreprise, Edition Entente, Paris 1992 Crescita occupazione competitività, Libro bianco, Ufficio delle Pubblicazioni ufficiali delle comunità Europee Lussemburgo 1994 Casula C. I porcospini di Schopenhauer F. Angeli 1997 Covey S. I sette pilastri del successo Bompiani Duccio D. Autoformazione Guerrini e Associati Feyerabend P., Addio alla ragione, Armando Roma 1990 Foucault M. Tecnologie del sé Boringhieri Torino 1992 Gallino Tilde Giani Luoghi di attaccamento: identità ambientale, processi affettivi e memoria Cortina Milano 2007 http://www.lanazione.it/firenze/cronaca/2010/07/06/353891-psicologia_passione_tanti.shtml Psicologia che passione, in tanti cercano informazioni su Facebook Le Meur G. Les Nouvelleaux autodidactes. Néoautodidaxie et formation, Les Presses de l’Université Laval Québec 1998 http://www.repubblica.it/cronaca/2010/08/20/news/tangenti_truffe_poco_lavoro_la_formazione_una_fabbrica_di_prec ari-6385604/?ref=HRER1-1Tangenti, truffe, poco lavoro La formazione è una fabbrica di precari. Nell’articolo viene riportato l’esito dell’inchiesta su cosa produce la formazione alla professione: un esito criticabile da diversi punti. Malcom Knowles Quando l’adulto impara Franco Angeli Re R. Martina R. Energy! Sperling & Kupfer 2009 Re R. Leader di te stesso Mondadori Re R. Smettila di incasinarti Mondadori 2006 Siebert A. Il vantaggio della Resilienza Amrita 2008

08/08/2010 Dr. Luca Vivaldi
Psicologo ad indirizzo clinico e di comunità - Mental Coach Professionale - Formatore
Master Pratictional in Programmazione Neuro Linguistica - Ipnosi clinica - Educazione sessuale - Training Autogeno Psicologo abilitato all’esercizio della professione di Psicologo Albo degli Psicologi di Trento 281/99 Registro italiano Professionisti di Coaching 352/05

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