La Psicologia va in montagna 3
La luce e il colore nel camminare
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LA PSICOLOGIA VA IN MONTAGNA 3
La luce e il colore nel camminare
Il Sole, la luce, i colori, gli agenti atmosferici e le necessità dell’equilibrio psicofisico del nostro organismo.
di
Luca dr. Vivaldi Psicologo e Mental Coach
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L’articolo contiene i seguenti paragrafi:
1. La luce, le sue misure e i colori (un po’ di basi di fisica) p 3 - I gradi Kelvin p 5 2. Il sole e la tua salute p 5 - La quantità di sole necessaria p 6 - La vitamina D e l’invecchiamento p 7 - La carenza di sole p 7 - Esporsi troppo al sole p 8 - L’insostituibilità della luce solare p 10 - Inibizione dell’assorbimento di luce p 11 3. Conclusione p 11 Bibliografia: libri consultati p 11 Sitografia p 12
----------------------------------------------------------------------------------L’articolo tratta l’effetto della luce, delle influenze ambientali e in generale degli agenti atmosferici sull’organismo umano. Sono proposte delle indicazioni e delle informazioni su come meglio garantirsi per un miglior benessere e riequilibrio psicofisico. Nell’articolo tutto l’aspetto personale e soggettivo non viene considerato. Di eventuali domande o problemi che l’articolo aiuta a individuare e a porsi, ogni lettore dovrà farsene carico autonomamente parlandone con i suoi consulenti per la salute. L’articolo si propone di favorire un ACCESSO ALLA MONTAGNA ED ALLE SUE RISORSE RISPETTANDO SÉ E, NEL FARE CIO’, RISPETTANDO ANCHE LA NATURA CON LE SUE CARATTERISTICHE. L’articolo fornisce molte informazioni da cui possono derivare implicazioni di rilievo per la vita di tutti i giorni. Buona lettura
Quest’articolo è la terza tappa del percorso “La Psicologia va in montagna” e segue l’articolo che ha per tema “Il caso del camminare”e “La percezione della sete e l’importanza di bere nel camminare in montagna”
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La Psicologia va in montagna
La luminosità ha un forte impatto sulla nostra capacità di percepire gli oggetti, quest’aspetto è ben noto a varie professioni : architetti, arredatori, tecnici dell’illuminazione e vetrinisti che –in alcuni casi- creano dei bei giochi di luce per far emergere ciò che preferiscono, e con queste soluzioni -a volte veramente artistiche- s’ingraziano il favore del passante. La luminosità oltre a favorire un abbellimento superficiale di oggetti o persone ha anche un notevole impatto sull'organismo (piante, animali, umani, ecc.) nelle persone più sensibili questa riesce ad influenzare anche lo stato d'animo. Conoscere questo effetto permette di poter contribuire a modulare il nostro stato d’animo da la possibilità di relativizzare malesseri attivandosi per cercare le condizioni adatte alle esigenze di un certo periodo/momento. Quando dobbiamo decidere dove trascorrere un periodo di riposo per rigenerarci o quando non troviamo motivi apparenti per un nostro momentaneo senso di disarmonia, possiamo ricordarci che l'ambiente in cui cui ci muoviamo (ma anche l’ambiente in cui passiamo gran parte del nostro tempo) esercita una serie precise equilibrio psicofisico. d’ d’influenze ben precise sul nostro equilibrio psicofisico Che le condizioni di luminosità abbiano un effetto sul comportamento, ed in particolare sugli stati d'animo, è un dato che appartiene al modo di pensare comune, troviamo riflesso di ciò nei detti e negli stereotipi relativi alla personalità che viene attribuita alle popolazioni viventi in contesti luminosi oppure oscuri e brumosi (ad esempio, la personalità mediterranea è sovente definita "solare", in contrapposizione a quella nordica, generalmente indicata come "cupa"). Recenti ricerche mostrano che la luminosità ha un ruolo importante nel regolare i ritmi biologici e la produzione degli ormoni e che, di conseguenza, influisce sugli stati d'animo. In particolare, come accade per le depressioni invernali, le variazioni di luminosità regolano la produzione di melatonina, i cui livelli nel sangue determinano i ritmi biologici dell'organismo. I raggi ultravioletti sono poi coinvolti nella sintesi della vitamina D, la cui deficienza può comportare disturbi come il rachitismo e l'osteoporosi. Quanto agli effetti della luminosità sugli stati umorali, alcune ricerche sperimentali sembrerebbero confermare gli stereotipi: secondo Suhail e Cochran (1997), le ore di luce durante il giorno sono il fattore più valido nel predire le variazioni dell'umore; Cunningham (1979) e Rind (1996) hanno trovato che la luce del sole favorisce gli atteggiamenti pro sociali (la benevolenza verso gli stranieri, ad esempio, o la generosità nel lasciare mance ai camerieri); la luce artificiale influirebbe invece negativamente sull'umore (Hellman, 1982). Viviamo immersi in un oceano dalle molteplici dimensioni fisiche che ci influenzano: tra queste la temperatura, l’umidità, la pressione dell'aria, i campi magnetici, le radiazioni, i suoni, l’intensità della luminosità e i colori, gli odori ecc.. Queste dimensioni e il loro variare ci stimolano in maniera complessa: stimolano il nostro sistema nervoso, stimolano la produzione ormonale, l'equilibrio fisiologico, l'immaginazione, la memoria, sino a provocare conseguenze sul nostro stato d'animo e sul nostro comportamento. In merito alle specificità del clima un rinomato Naturopata, Luigi Costacurta, riporta che il clima di montagna con l'aria più rarefatta che altrove, e la maggior irradiazione solare, predispone al benessere e a una maggiore sensibilità.
Nel caso particolare della montagna dai 600 ai 1500 metri la componente paesaggistica esercita effetti positivi a livello psichico; accade così che -chi ama la montagna- prova un senso di distensione molto speciale. Man mano che l'altitudine aumenta, diminuisce la pressione atmosferica la quale, fino alla quota citata, è sopportabile quasi da tutte le persone. In questo ambiente abbiamo una maggiore irradiazione rispetto ai climi lacustre e di collina ed anche l'umidità è relativa. L'aria è più pura e più ricca di ozono però, l'escursione termica è variabile in special modo fra il giorno e la notte. È un clima indicato per le malattie infettive; è tonificante e viene consigliato nelle astenie e soprattutto nelle anemie dei bambini; però, sopra i mille metri di quota, viene sconsigliato ai malati di cuore ed alle persone climatodipendenti, proprio per le conseguenze delle varianti atmosferiche. Il clima dai 1000 ai 1500 metri, questo clima è molto indicato nella pertosse dei bambini. Clima di alta montagna dai 1500-2600 metri di quota è l'ambiente dei sognatori e della meditazione però, non si addice a tutte le persone, almeno per lunghi periodi. C’è aria molto pura, ma è rarefatta, ed inoltre, la diminuzione della pressione atmosferica ed una maggiore irradiazione solare con frequenti e bruschi scambi termici anche durante il giorno. È un clima indicato solo alle persone robuste, pertanto al malato non si consigliano lunghi soggiorni, al massimo 20 giorni. È assolutamente controindicato per tutte le malattie di indole cardio-vascocircolatoria e nelle malattie dell'apparato respiratorio in genere. È da ricordare che con questo clima, si riscontra il notevole aumento dei globuli rossi inoltre, provoca il mal di montagna specie a quote superiori i 2000 metri, quindi solo persone acclimatate possono goderlo.
Non tutti sono sensibili in ugual misura alle influenze ambientali, ma esistono comunque degli effetti, facilmente riconoscibili, dati da condizioni metereologiche, climatiche, geografiche e paesaggistiche che, una volta conosciuti possono essere ricercati o evitati, amplificati o minimizzati. Il nostro corpo è un elemento della natura che comunica ininterrottamente con l'ambiente circostante.
A cura di dr. Luca Vivaldi
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La Psicologia va in montagna
Le condizioni metereologiche hanno l'influenza più facilmente individuabile e sono le caratteristiche in un dato luogo e momento dell'involucro gassoso della Terra: la temperatura, l’umidità, la pressione e l’elettricità. Quando c'è bassa pressione, c'è aria di temporale, nebbia, afa, o soffia lo scirocco, si crea una situazione debilitante per l'intero organismo. Nei giorni in cui soffia il Föhn alcune persone sentono molti disagi, al punto che sono più a rischio di suicidio (alcune assicurazioni hanno tra le loro clausole quella di non rispondere di eventuali malanni accaduti quando soffia questo vento molto particolare). Le condizioni ottimali per un maggior benessere, su tutti i piani, si verificano con l'alta pressione, nelle giornate serene e in quelle fresche. Tutta quell’area dei malesseri legati al tempo ed ai suoi influssi e cambiamenti è nominata Meteoropatia. Il paesaggio agisce su di noi per via sub-cosciente anche attraverso altre vie: i colori verdi e azzurri sono piacevoli distensivi e calmanti, i colori rossi e gialli sono eccitanti e tonificanti, il grigio è deprimente; le forme strette possono risultare angosciose per alcuni, le forme verticali possono avere un effetto travolgente, evocando emozioni sublimi oppure panico e oppressione, un paesaggio mosso è stimolante, un paesaggio piatto può suscitare malinconia. Quanto più le vicende della nostra esistenza ci allontanano dalla natura, tanto più efficaci diventano le cosiddette "terapie di soggiorno", che attraverso il contatto con spazi esterni incontaminati possono indurre esperienze di intensa catarsi, favorendo il recupero dell’equilibrio psico-emotivo. Per ritrovare la sensibilità necessaria a riconoscere l’influenza che la montagna ha su di noi, bisogna rendersi disponibili a relativizzare l'idea che abbiamo di noi stessi, un'idea che spesso può diventare troppo mentale, astratta, illusoria, e che non prende in nessuna considerazione il fatto che fondamentalmente, siamo costituiti dagli elementi base di ogni forma vivente. A tale proposito si può leggere il famoso saggio “L’evoluzione della specie” di C. Darwin.
1. un fisica) 1. La luce, le sue misure e i colori (un po’ di basi di fisica)
Veniamo ora ai temi della luce della luminosità ed alle basi per la percezione dei colori. Il Dizionario Enciclopedico Italiano Treccani definisce il colore come la « sensazione fisiologica che si prova sotto l'effetto di luci di diversa qualità e composizione ». Nel 1666 Isaac Newton, il noto scopritore della legge di gravita, formulò la prima teoria del colore. Facendo passare la luce del Sole attraverso un prisma, Newton stabilì l'esistenza di uno spettro composto da sette colori fondamentali: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e viola. La luce separata da Newton in sette colori distinti, ciascuno con una propria lunghezza d'onda, è detta spettro. In natura gli esempi più belli dello spettro comprendono l'arcobaleno e le luci polari, ossia l'aurora boreale e l'aurora astrale. Nella pittura, i tre colori fondamentali - rosso, blu e giallo vengono mescolati per produrre i colori secondari: verde, arancione, porpora ecc. La luce è energia radiante visibile che viaggia nello spazio sotto forma di onde che variano per dimensioni ed energia. Mentre viaggia a una velocità di 300 000 chilometri al secondo, la luce vibra e quando le vibrazioni sono meno di trentadue al secondo, quest'energia radiante diventa inudibile e invisibile. Le lunghezze d'onda dello spettro elettromagnetico variano da meno di un millesimo di millimetro a centinaia di chilometri. Colori, luce e calore sono in rapporto alle lunghezze d'onda e quindi le diverse lunghezze d'onda sono alla base di ciò che noi percepiamo nell’esperienza come che noi ciascun colore, calore. ciascun colore, luminosità e calore. Quando le lunghezze d'onda sono ultracorte, diventano invisibili, ma il colore esiste anche se non viene percepito dall'occhio umano.
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La Psicologia va in montagna
A differenza delle onde sonore (e delle onde dell'oceano), le onde luminose non hanno bisogno di nessun mezzo fisico: possono viaggiare nello spazio vuoto e hanno forma molto simile alle altre due. I colori dello spettro vengono classificati dai fisici a seconda della lunghezza d'onda. L'unità di misura più comunemente usata è l'angstrom (abbreviazione: A), che equivale a un centimilionesimo di centimetro (10-8 cm). Tutte le indicazioni date sono approssimative, poiché per le relative lunghezze d'onda dei colori non è stata ancora stabilita una scala standard. La lista seguente da’ la gamma approssimativa delle lunghezze d'onda in unità angstrom: rosso 6000 - 6700 A arancione 5900 - 6000 A giallo 5800 - 5900 A verde 5000 - 5500 A blu 4700 - 5000 A viola 4300 - 4600 A Le onde dello spettro elettromagnetico hanno un uso pressoché illimitato: radio, televisione, fotografia a infrarossi, lampade a luce ultravioletta, ecc. Alcune fonti di energia elettromagnetica sono utili, altre sono potenzialmente pericolose e debbono essere utilizzate con precauzione. Nella tabella riportata nella pagina precedente sono riportati i diversi tipi delle radiazioni elettromagnetiche, la fonte, le proprietà note e gli usi più frequenti. Le radiazioni però non si esauriscono in questo schema: i colori irradiano energia; i suoni irradiano energia; persino la gente, le piante e gli animali irradiano energia ed alcuni strumenti la riescono a rivelare, anche alcuni soggetti particolarmente allenati o in determinate condizioni riescono a percepirla. Di fatto, gli scienziati hanno stabilito che tutto, in natura, irradia energia. La maggior parte delle emanazioni da parte di animali, vegetali o minerali è invisibile ad occhio nudo e forse questo spiega come facciano certi animali selvatici a sentire la vostra presenza quando siete ancora molto lontani da loro. Nelle raffigurazioni riportate sotto si può notare la piccola parte di energie luminose percepite (rilevate e riconosciute) dall’occhio umano, sono quelle riquadrate in rosso. Oltre alla lunghezza d’onda esiste anche un indice della temperatura della luce e si usa esprimerla in gradi kelvin, si ha così una scala che va da: 1900 a 18.000 si veda la tabella che segue. Nella tabella riporto alcune fonti di luce più frequenti, con la relativa temperatura di colore, di solito è abbastanza conosciuto che modulando la temperatura della luce si modula il risultato di una foto a colori o di una ripresa, mentre questo accorgimento è abbastanza inutile per il bianconero. Oggi però inizia a farsi strada l’osservazione che l’irrorare un organismo con luci di una certa temperatura si influenza il suo funzionamento.
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I gradi Kelvin
Veniamo ora ai gradi Kelvin. La luce viene misurata in gradi Kelvin che sono una indicazione numerica del livello di freddezza o di calore della luce. Osservando una qualunque immagine scattata all’alba ci possiamo accorgere che essa ci infonde un senso di freddo, spesso ciò è dovuto alla presenza di colori che tendono al blu, al grigio, al celeste; sono colori che riportano involontariamente al freddo della notte o a quello del ghiaccio di cui ricordano anche il colore. Se invece lo stesso oggetto viene osservato al tramonto (o fotografato), l’immagine ispira un senso di calore, ciò è dovuto a quella sfumatura di colore rossastro che viene rilevato nella luce dell’ambiente. I gradi Kelvin non sono altro che la riproduzione su una scala numerica delle variazioni di luce che troviamo passando da quella fredda a Tipo di luce gradi Kelvin quella calda o viceversa. Quanto maggiore è la tendenza al colore blu, più alta è la temperatura di colore, mentre questa Cielo blu a nord 18.000° si abbassa quanto più ci avviciniamo al rosso. Abbiamo già 12.000° detto che tutti i colori nella parte rossa dello spettro sono più o Cielo azzurro meno stimolanti, ora aggiungo che quelli nella parte blu hanno Cielo coperto da nubi 7.500° un effetto rilassante. E oramai c’è anche chi riconosce la 6.000° possibilità di influenzare opportunamente l’arousal (che Luce del Flash (al massimo) significa attivazione, ma che qui allargherei a comprendere Sole di mezzogiorno 5.400° anche la sollecitudine, il livello di dinamismo) di un ambiente, agendo sugli indici fisici della luminosità. Ogni colore nella Luce del Flash (al minimo) 5.000° realtà è composto da diverse tonalità ed ha specifiche 3.700° sfumature, spesso poco riproducibili, nonostante noi le Lampade dei lampioni nominiamo con dei termini generici e comprensivi come i Lampada del proiettore 3.100° termini del colore: è rosso, è verde, è giallo, ecc. Ogni colore 2.900° da noi percepito è prodotto da una lunghezza d'onda Lampada 100 Watt leggermente diversa. È ciò che avviene nella combinazione Lampada 75 Watt 2.800° delle onde sonore in un concerto di strumenti o in un coro di voci, in questi casi si possono produrre armonie o disarmonie, Carbone 2.400° così si possono combinare le onde di colore e si può ricercare 1.900° attraverso un opportuno 'accordo'- un'armonia d’insieme. Lo Candela sapevate che il colore è il sistema terapeutico più semplice e accurato che sia mai stato elaborato? Esso garantisce risultati rapidi ed efficaci e solo in rare occasioni può riservare disagi per il soggetto. Di quest’uso del colore si occupa la cromoterapia, ma ne fanno uso anche la moda, la religione e –se vogliamo- ognuno di noi lo usa più o meno consapevolmente. In alcuni casi i partner con cui usciamo o conviviamo producono un effetto su di noi modulando i colori, i toni e gli accostamenti nel colore del loro abbigliamento, nelle diverse nostre occasioni (andare al cinema, imbandire la tavola, andare a messa, andare in centro ecc). Vi è mai capitato di provare la sensazione di sentirvi come un “pesce fuor d’acqua” in una situazione pubblica, e di pensare che tale sensazione è derivata dal vostro abbigliamento … o dal suo colore? In tali casi probabilmente avete coniugato male “il vostro modo di sentirvi di quel periodo” con ciò con cui dovevate misurarvi, “quel pubblico e in quell’occasione particolare”. In alcuni di questi casi ad essere sbagliato può essere stato il taglio dell’abbigliamento scelto (festoso, sportivo, elegante, da spiaggia ad una riunione con il direttore generale ecc), in altri il colore dello stesso (nero ad una festa divertente, sgargiante ad un funerale), in altri ancora il vostro modo di comportarvi (espansivo, depresso, seduttivo, schivo, ecc). In termini psicologici il vostro linguaggio non verbale era inadatto al contesto, e veniva inteso come provocazione, era percepito come infastidente, comunicava qualcosa senza che voi apriste bocca. Andrò ora a focalizzare il discorso sul prodotto della luce del sole o della eventuale sua carenza. Nel camminare in montagna il sole è spesso un apprezzato alleato, altre volte invece porta con sé dei pericoli e nel discorso che segue darò spazio ad entrambe questi aspetti: aspetti benefici e aspetti delicati o pericolosi. Nel fare ciò riporterò conoscenze fornite da alcuni studiosi che hanno dedicato la loro attenzione professionale proprio a questo tema.
salute 2. Il sole e la tua salute
Veniamo quindi alla luce originaria: il Sole. Vari studiosi –tra cui anche Edward Podolsky- sottolineano che il Sole, fonte di tutta la vita sulla terra, è anche la fonte della luce e del calore: questi sono i due tipi d'energia necessaria a tutti gli organismi viventi. Podolsky scrive: « Scomponendo un raggio di luce solare per mezzo d'un pezzo di vetro triangolare (il prisma), Newton scoprì che il raggio era composto da molti colori. Per questo motivo si ritiene che il nero consiste nell'assenza di colore, mentre il bianco è la combinazione di tutti i colori. La luce solare è la combinazione di tutti i colori, visibili e invisibili, dello spettro.
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La Psicologia va in montagna
Da tempi antichissimi, è risaputo che il Sole è fonte di salute e forse l'adorazione del Sole nelle religioni primitive era la manifestazione concreta di una verità riconosciuta a livello subconscio. I bagni di sole sono una pratica risalente all'antichità: il piacere di crogiolarsi al sole è innato in molte creature viventi ». William Benham Snow ci spiega come agisce la luce solare: « L'effetto delle radiazioni luminose e termiche sul metabolismo è di accelerare le attività delle cellule: così stimolate le cellule facilitano l'eliminazione delle scorie attraverso le ghiandole sudorifere e aumentano il flusso di sangue [...] favorendo l'assorbimento di sostanze nutritive ... Questi effetti spiegano a grandi linee qual’è l'impiego terapeutico della luce [...] di origine naturale (il sole) o artificiale (lampade, filtri ecc.) ». Podolsky cita, a sua volta, i benefici della luce: « La combinazione dei colori presenti nella luce ha un effetto davvero notevole sulla salute in generale. Dolori, febbri e raffreddamenti spariscono in fretta; aumenta la quantità di emoglobina e di globuli rossi. Si è quindi scoperto che pazienti anemici traggono giovamento dai bagni solari, che penetrando in profondità nel corpo, fanno aumentare il metabolismo di tutti i tessuti, si tratta di un'azione che è anche battericida e analgesica. Sinusiti e ulcere rispondono assai bene alla luce: alle abbondanti secrezioni che si verificano in un primo momento segue la desquamatura, la formazione dei tessuti sani, un prosciugamento graduale e infine la guarigione. La luce riduce il volume degli ascessi purulenti. La luce stimola anche il cuore e altri organi vitali. Accelera il processo di ossidazione delle proteine, che a sua volta fa aumentare la temperatura. Abbiamo già detto che aumentando la sudorazione, si elimina una quantità maggiore di sostanze tossiche, ma la luce stimola anche il sistema nervoso, migliora l'appetito e aiuta a dormire meglio (di notte e al buio ndr.)». Luckiesh e Pacini spiegano nel modo seguente le citate guarigioni: « È stato dimostrato molti anni fa che la luce ritarda lo sviluppo dei batteri. L'effetto non è dovuto al calore: la distruzione dei batteri diventa più accentuata con l'accorciarsi della lunghezza d'onda luminosa ». Il dottor Edwin B. Babbitt, autore di The principles of light and color [I principi della luce e del colore], dedicò gran parte della sua pratica clinica all'uso della cromoterapia. Egli affermava: « Sebbene molti tipi di malattie possano migliorare con l'esposizione a uno o più colori, l'uomo e la natura hanno soprattutto bisogno nella dipendono. bisogno della combinazione dei colori, come nella luce bianca, dalla quale dipendono [...] Esponendo una qualsiasi parte del corpo al sole per un periodo non eccessivo la pelle diventa più scura, rosea e libera da qualsiasi più impurit impurità rispetto al cereo biancore delle facce scolorite di chi sta al chiuso [...] mettete al sole un essere umano pallido e “avvizzito come una pianticella” e, se non è troppo tardi, lo vedrete recuperare la salute e lo spirito ». Plinio, il naturalista vissuto nel 1° secolo d.C., affermava che il segreto della vitalità e pienezza fisica dei Romani, popolo di dominatori, stava nel solarium posto sui tetti delle case, dove essi facevano frequenti bagni solari, e di aria. « Sono state condotte molte ricerche sugli effetti della luce solare e delle altre radiazioni sulla quantità di globuli rossi presenti nel sangue... In base ai risultati ottenuti si è visto che il numero di globuli rossi e la percentuale di emoglobina diminuiscono al buio e aumentano alla luce. Questi cambiamenti non sono permanenti, perché il sangue tende a ristabilirsi ai livelli precedenti. Quando un vasto gruppo di dipendenti governativi venne trasferito al turno notturno, si osservò che alla privazione di luce [...] faceva seguito un abbassamento della quantità di globuli rossi e soprattutto di emoglobina. Pur potendo imputare queste variazioni ad altri fattori, pare assodato che la causa determinante fosse l'insufficienza di luce ... »: è ancora una citazione da Light and health di Luckiesh e Pacini. Si sa che la maggior parte delle piante, private di luce, diventa pallida e debole. Anche le persone che non prendono mai sole hanno un aspetto pallido. Linda Clark scrive nel suo libro cromoterapia, mi resi conto di questo fatto un'estate, durante una vacanza sull'isola di Nantucket, nel Massachusetts. Ogni giorno il vaporetto sbarcava un certo numero di passeggeri, molti dei quali impiegati di New York o di Boston. Scendevano dalla barca pallidi, con la faccia avvizzita da mesi e mesi di mancanza di sole. Due settimane dopo, alla fine della vacanza, risalivano in barca con un aspetto sano, abbronzato e colorito grazie alle ore passate sulla spiaggia.
La quantità di sole necessaria
Da alcuni ambienti si sente dire che “il sole è malato, e che esporsi non protetti ad esso può provocare danni all’organismo”, ciò a ben guardare è discutibile da molti punti di vista, dice una parziale verità, e comunque non è tutto ciò che bisogna sapere. L’organismo umano sintetizza la vitamina D attivandosi su stimolazione dei raggi ultravioletti, e oggi diverse patologie sono legate all’assenza di tale elemento di base necessario per il buon funzionamento dell’organismo. Carenze in forma lieve si evidenziano con una diminuita concentrazione nel siero di calcio e fosforo, in forme gravi si può arrivare al rachitismo, debolezza muscolare e deformazioni delle ossa. Ci sono poi le patologie connesse al deficit di luce solare
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e sono: l’alta pressione, cancro al colon, cancro alle ovaie, cancro alla prostata, cancro al seno, carie, diabete, malattie cardiovascolari, osteomalacia, osteoporosi, psoriasi, Sclerosi Multipla, Tubercolosi. Esporre l'intero corpo di un giovane adulto bianco a una dose di radiazioni ultraviolette (UV) di durata abbastanza lunga da causare -dopo 24 ore dall'esposizione- un appena percepibile rossore della pelle (il che corrisponde nel linguaggio medico ufficiale a una dose minima eritematogena, ossia a un MED) può produrre l'equivalente di circa 10.000 Ul di vitamina D, un quantitativo largamente in eccesso rispetto a quanto viene indicato per il fabbisogno quotidiano. Un eccesso di tali dimensioni non è necessario, ma comunque può dare utilità perché l'organismo umano immagazzina la vitamina D in eccesso nei tessuti grassi e nel muscolo scheletrico, rendendola poi disponibile in quei periodi in cui la luce solare è troppo debole affinché la sintesi della vitamina D possa avvenire ai giusti livelli. Se il quantitativo minimo giornaliero dell'individuo medio prima indicato è di 200 Ul, allora il quantitativo minimo annuale di vitamina D è di circa 73.000 Ul. Quindi, mettendo in conto che questo individuo normalmente produrrà un po' meno vitamina D quando l'esposizione al sole è più moderata, diciamo 7.000 Ul, avrebbe bisogno di 11 sessioni di esposizione per generare abbastanza vitamina D per coprire l’intero fabbisogno di un anno. Ma non è così semplice. Per un verso la dose raccomandata giornaliera può andare bene se l'obiettivo è la prevenzione di rachitismo e osteomalacia. Ma se l'obiettivo diventa la prevenzione del cancro alla pelle, oppure una ottimale struttura ossea, secondo alcuni autori potrebbe essere necessario raddoppiare questo quantitativo. Nella pratica, quindi, arrivare a una cifra che indichi chiaramente il fabbisogno di esposizione solare per soddisfare le nostre richieste di vitamina D diventa piuttosto complicato, se non impossibile. Ancora di più lo è se consideriamo che ognuno di noi ha una sua modalità di reazione alla luce solare. Le persone di origine asiatica e africana necessiterebbero di una esposizione ai raggi UV ben più lunga, a causa del più alto contenuto di melanina della loro pelle. Una persona di pelle nera avrebbe bisogno dell'equivalente di sei MED di una persona di pelle bianca, per generare la stessa quantità di vitamina D. Naturalmente, minore è la quantità di pelle esposta minore è la quantità di vitamina D sintetizzata. I padri dell'elioterapia normalmente esponevano gran parte del corpo mettendo in ombra la sottile e delicata pelle della testa e collo, massimizzando quindi là quantità di pelle esposta al sole e proteggendo le aree maggiormente a rischio d’invecchiamento accelerato e di carcinoma basocellulare e spino cellulare. Il volto, il collo e il petto sono da due a quattro volte più sensibili al sole rispetto agli arti, per Il più questo il rischio di scottature è più alto. Anche gli indumenti ostacolano o - a seconda del tipo di tessuto -impediscono in misura più o meno significativa la formazione di vitamina D. Alcuni test hanno dimostrato che la lana nera è molto efficace nel bloccare i raggi solari, fino a fermare più del 98% della radiazione incidente UVB che così non riesce ad attraversare la pelle. Il cotone bianco permette l'accesso del 50% circa ma, anche in questo caso, sarebbero necessari parecchi MED prima che la sintesi di vitamina D abbia luogo. In un’indagine svolta a livello europeo sui livelli di vitamina D tra i settantenni, gli indici più bassi furono riscontrati tra gli anziani nei paesi caldi del sud Europa. Indossare abiti per proteggersi dal sole - un'abitudine normale tra gli anziani nell’Europa meridionale - era un forte predittore di deficienza, di vitamina D. La stessa situazione si riscontra tra i beduini che vivono nel deserto del Negev. Gli indumenti rappresentano dunque una barriera efficace contro i raggi ultravioletti anche in climi con un'alta insolazione.
La vitamina D e l’invecchiamento
Gli anziani e i piccoli non tollerano il calore del sole, ma hanno la tendenza a cercarsi degli angolini caldi se si presenta l'occasione. Gli anziani avrebbero davvero bisogno di crescenti quantitativi di esposizione al sole perché la pelle riduce la capacità di produrre vitamina D man mano che s’invecchia. Lo spessore dell'epidermide declina con l'età ma anche la quantità del precursore della vitamina D - il 7deidrocolesterolo - declina. Secondo alcune stime, intorno all'età di 70 anni, la capacità di produrre vitamina D si riduce del 30-50%, rispetto a un ventenne. Di conseguenza volendo parlare per gli anziani in generale, sarebbe consigliabile trascorrere molto tempo all'aperto senza peraltro necessità di esporsi al sole diretto o forte, ciò per evitare il rischio d’infarto. Per bambini e adolescenti il fabbisogno di vitamina D è minore rispetto agli anziani e di conseguenza è minore anche il bisogno di esporsi al sole forte. Questo non significa che i bambini non debbano stare all'aperto, come suggeriscono alcuni esperti; significa solo che i genitori devono sorvegliarli con attenzione ed evitare che prendano troppo sole. Un'altra caratteristica del processo d’invecchiamento che condiziona i livelli di vitamina D è che il suo assorbimento dagli alimenti attraverso gli intestini diventa meno efficiente negli anziani. Tuttavia, la vitamina D attivata dalla luce solare è indipendente da qualsiasi problema di assorbimento per via intestinale e non presenta controindicazioni di sorta quanto a tossicità (a differenza degli alimenti). Per gli anziani per queste e altre ragioni qui non esposte, l'esposizione al sole è la scelta migliore rispetto ai supplementi orali di vitamina D.
La carenza di sole
William J. Fielding, un altro ricercatore, scrive: « Di primo acchito, può sembrare esagerato considerare la “fame di sole” come la causa del deterioramento periodico della salute e del benessere della popolazione che vive nella zona temperata settentrionale. Malgrado il tempo sia nuvoloso o piovoso, si direbbe, infatti, che la gente può disporre d'una discreta quantità di giorni chiari e luminosi anche nel settentrione.
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Nel periodo da novembre a maggio però, le radiazioni a onde corte che arrivano alle latitudini settentrionali diminuiscono talmente che si può davvero affermare che gran parte della popolazione di questa zona soffra la “fame di sole” ». Così rileva ancora Fielding: « Con il decrescere d'intensità della luce, che rimane debole da novembre a maggio, incomincia la stagione della 'fame di sole'. In coincidenza con questo periodo di luce si manifesta una serie di strani effetti: sono più frequenti le infezioni virulente, come la febbre tifoidea e l'influenza, e le malattie respiratorie. Non è da escludersi che gli organismi portatori di queste malattie trovino in questo periodo corpi più anemici e perciò più suscettibili alle infezioni ». Sembra che un gran numero di malattie delle ossa, che risalgono agli albori della civiltà, sia imputabile all'introduzione del vestiario. Per esempio, il rachitismo, malattia che provoca una deformazione delle ossa, non esiste fra gli animali che amano la luce. Il rachitismo è una delle numerose malattie che nei climi temperati sono classificate fra gli effetti della 'fame di sole'... Forbes Winslow, nel suo libro Light, its influence on lite and health [La luce e la sua influenza sulla vita e la salute], afferma che chi vive e lavora in luoghi dove c'è pochissima luce naturale soffre di molteplici disturbi. In particolare, sul versante ombroso delle vallate molto profonde, si è osservata la presenza di cretinismo fra gli abitanti. Gli animali che vivono sottoterra e la gente che vede raramente la luce soffrono di un abbassamento della vista come pure di malattie fisiche. Gli animali che vivono sottoterra possono anzi perdere del tutto la vista. Un fotografo che passava molto tempo nella camera oscura diventò quasi cieco finché non fu riesposto regolarmente al sole, come racconta il dottor John Ott. « Foureault afferma che quando c'è carenza di luce si assiste alla malformazione e al deterioramento generale della razza umana. A Chimay, nel Belgio, riporta che su 3000 lavoratori, una parte fu ingaggiata per estrarre il carbone e una parte per lavori agricoli. Gli agricoltori erano robusti e fornirono il regolare numero di reclute all'esercito; fra i minatori, fu quasi impossibile trovare un uomo da reclutare a causa di qualche deformità fisica o dell'arresto dello sviluppo ».
Esporsi troppo al sole
Abbiamo evidenziato che il sole fa bene agli organismi viventi ma è imprudente andare all'estremo opposto: esporsi troppo al sole e in montagna a volte questo può essere facile non tanto per il tempo di esposizione ma per la maggior forza dei raggi solari. Per quanto la luce solare sia benefica e necessaria alla salute, un suo eccesso può essere nocivo e persino pericoloso. A chi rimane regolarmente al sole troppo a lungo, come i pescatori, i bagnini, i posatori di pannelli solari, i costruttori di campi da tennis, i coltivatori di piante basse, i patiti dell'abbronzatura e gli abitanti del deserto, viene una pelle rugosa, prematuramente invecchiata, segnata dalle intemperie e coriacea. Tale processo quando è attivato è irreversibile. Chi si prende cura della propria salute, e nel fare ciò vuole anche abbronzarsi, deve farlo in modo molto attento e graduale, preferibilmente esponendosi prima delle dieci del mattino e dopo le tre del pomeriggio, quando i raggi sono meno intensi. La pigmentazione è una protezione naturale contro i raggi troppo intensi. Chi nuota, gioca al golf, fa giardinaggio o passeggiate durante il giorno, può già ricevere una dose sufficiente di radiazione solare sulle braccia, le gambe; perfino la faccia e il collo sotto il cappello ne ricevono. Luckiesh e Pacini avvertono che: « Esporsi troppo a lungo a radiazioni intense può essere pericoloso, altrettanto quanto privarsi del tutto dell'energia radiante. Abbiamo già detto che esponendo il corpo alle radiazioni ultraviolette, l'attività metabolica aumenta e la rigenerazione cellulare della parte esposta è facilitata e intensificata. L'esposizione prolungata però, o l'uso di onde molto corte, fa coagulare gli strati superficiali del citoplasma cellulare, che formano una barriera sclerotica la quale inibisce le
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reazioni metaboliche. È importante usare un certo grado di capacità discriminatoria e preferire la moderazione nell’esposizione al sole » facendo attenzione a coprirsi se la situazione lo rende consigliabile. Riporterò in seguito alcuni suggerimenti più precisi su come esporsi al sole. Il dottor Podolsky scrive: « Nel 1903 A. Rollier apriva a Leysin (nella Svizzera francese) una clinica dove, per guarire la tubercolosi, si adottava sistematicamente la terapia solare. Il metodo terapeutico di Rollier consisteva nell'esporre il corpo del paziente ai raggi del Sole per un tempo variabile fra i cinque e i dieci minuti. Di solito il primo giorno cominciava con l'esposizione dei piedi due o tre volte, per una durata di cinque minuti, che diventavano dieci il secondo giorno e così via. Il secondo giorno esponevano per due o tre volte le gambe del paziente per una durata di cinque minuti, che salivano a dieci il terzo giorno. Nel giro di due settimane tutto il corpo veniva esposto al sole per un periodo fra le tre e le sei ore giornaliere. La 'dose' di sole veniva prescritta di volta in volta, prendendo in considerazione vari fattori, come l'altitudine, l'umidità, l'inclinazione secondo cui colpiscono i raggi, la sensibilità e l'età del paziente. La percentuale di guarigioni ottenute con questo metodo superava il 90% dei casi; il che è ancora più straordinario se si pensa che la stragrande maggioranza dei pazienti era ad uno stadio avanzato e ricorreva a queste cure come ultima risorsa, dopo aver provato altre forme di trattamento senza aver ottenuto risultati validi. Si badi che tale cura è ancora valida ed è tuttora proposta nei centri di cura o nei centri termali. « La luce, dichiara Rollier, è la migliore massaggiatrice che esista: all'aria aperta, in un'atmosfera asciutta e fresca, produce un effetto stimolante sulla pelle nuda, da’ e mantiene la tonicità muscolare; si ha così, pur senza il movimento delle articolazioni, una forma di attività muscolare essenziale alla produzione di calore corporeo e al mantenimento di una corretta posizione ». Anche i raggi ultravioletti assorbiti in giusta quantità sono benefici. Senza di essi le piante non crescerebbero bene e le persone soffrirebbero di vari disturbi. Sembra però che non sia possibile determinare in modo rigido il livello di sicurezza degli ultravioletti. Secondo Ott: « Non esiste una risposta semplice al quesito di quanto a lungo una persona può restare esposta ai raggi ultravioletti senza danni. Ciò dipende dall'intensità della luce, dall'ora del giorno, dalla stagione e dall'ubicazione geografica. Nel Canada del Nord, in un mattino d'inverno, arriva solo una piccola frazione di raggi ultravioletti rispetto a quelli che filtrano a mezzogiorno in una zona equatoriale. La quantità di smog presente in varie località può inoltre esercitare un'azione di filtro. Ci sono anche differenze nella sensibilità o nella resistenza delle persone, specie fra chi ha la pelle chiara e chi scura. Un'altra variabile da prendere in considerazione è se la persona, esponendosi regolarmente al sole, ha sviluppato un certo grado di resistenza o se è rimasta a lavorare in un ufficio tutto l'anno stando al sole poco o niente ». Sebbene le lozioni solari, come l'olio vegetale naturale o il burro di cacao, siano sicure per le pelli secche, John Ott le sconsiglia per due motivi: possono bloccare l'assorbimento dei raggi ultravioletti o possono interferire con il "sistema d'allarme" della natura, che con arrossature e bruciature ci avvisa quando stiamo superando il limite. Podolsky conclude: « Ai fini d'un trattamento terapeutico, si può fissare come regola generale che un bagno di sole dovrebbe limitarsi a produrre una sensazione di benessere e rilassatezza, seguita dalla sensazione di un aumento di forza ».
Esporsi al sole in modo sicuro e prendere il sole senza danni per la salute
• Programmate l'esposizione evitando di concentrare molto sole in un’unica giornata l'anno: è meglio
moderazione, costanza e progressione. • II periodo migliore per prendere il sole è in primavera e inizio estate. • Se volete una vera e propria abbronzatura, bisogna prestare molta attenzione al modo in cui l'abbronzatura si sviluppa gradualmente e, prima di esporre le parti più sensibili del corpo, calcolare il livello di tolleranza personale alla luce solare. • Mangiate alimenti integrali, evitate quelli raffinati o troppo elaborati. • II primo sole del mattino sembra sia particolarmente benefico. L’ideale è appena dopo l'alba. • Delle esposizioni frequenti e di breve durata sono da preferire a una prolungata esposizione. • È essenziale esporsi all'intero spettro della luce solare, quindi è meglio non usare creme solari e simili, limitando opportunamente i tempi di esposizione (in caso di lunghe escursioni in pieno sole le creme protettive sono necessarie ma è consigliabile applicarle dopo una prima breve fase di esposizione senza queste). • Un cappello vi aiuterà a proteggere la delicata pelle del vostro viso, collo e testa. • Se siete sensibili alla luce solare cominciate a esporre al sole prima i piedi, poi le gambe e solo alla fine si possono esporre, con grande cautela, l'addome e il tronco. • Se andate all'estero in un clima più caldo o più freddo, per qualche giorno fate delle brevi camminate all'aria aperta e fresca per acclimatarvi. • Non arrostitevi: la temperatura dell'aria per abbronzarsi senza danni per la salute dovrebbe essere inferiore a 18 °C (o 64 °F). • Evitate di prendere l'argomento alla leggera e soprattutto non scottatevi (un arrossamento è un eritema, è già un’ustione!).
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Il modo in cui reagiamo al sole dipende molto dal nostro stato di salute inoltre una pelle sana e ben nutrita (anche di liquidi) risponde meglio alla luce solare rispetto ad una pelle che presenta insufficienze di nutrienti o che contiene livelli anormalmente alti di grasso.
L’insostituibilità della luce solare
Per quanto riguarda la qualità della luce, è stato recentemente scoperto che il corpo umano ha bisogno dello spettro completo della luce solare non filtrata dal vetro. La luce del sole non solo è indispensabile per sintetizzare la vitamina D, che serve a rafforzare la struttura ossea, ma ha anche una funzione stimolante per alcuni fotorecettori presenti negli occhi. Gli occhi hanno bisogno dello spettro completo della luce solare. Quasi tutti gli occhiali da vista, da sole e le lenti a contatto filtrano la luce privando in tal modo la mente e il corpo di alcune onde luminose essenziali. Gli occhiali da sole per esempio fanno sì che la pupilla rimanga completamente dilatata anche in piena luce, permettendo in tal modo l'ingresso di onde luminose nocive per l’occhio. Nei giorni nostri è possibile trovare occhiali da sole a spettro completo ma è consigliabile ricorrere a visiere, parasoli o cappelli. Gli occhiali da sole diventano necessari solo in caso di fonti luminose irradianti dal basso, oppure quando la luce del sole molto intensa viene riflessa dall'acqua o dalla neve. Comunque sia, esistono delle attività che stimolano a riportare l’occhio alla sua flessibilità nel reagire alla luce. Le persone che hanno una vista buona (ora sono circa 1 italiano su 2) non sono comunque disturbate dalla normale luce del giorno e non hanno bisogno di protezioni, a meno che non siano ammalate o in condizioni di momentaneo affaticamento mentale. Nell’immagine sopra: veduta dall’alto dei globi oculari, sono evidenziati in colore i muscoli estrinseci dei due occhi. Abbiamo già detto che solo una parte dello spettro solare è visibile all'uomo; tuttavia nell'occhio entrano anche i raggi invisibili, i quali stimolano la retina che invia impulsi nervosi alle varie parti del cervello, all'ipotalamo, alle ghiandole pituitaria e pineale che controllano il metabolismo. La ricerca su luce, colori, UVA e UVB etc. è un punto controverso. Molta della ricerca corrente è al servizio di precisi interessi commerciali. Da ciò l'unilateralità di molte fonti sulla questione degli ultravioletti, demonizzati come causa di cancro della pelle, cataratta e altri misfatti. Ciò non è falso, ma è di sicuro unilaterale. La ricerca sui ritmi fisiologici circadiani e ultradiani ha dimostrato l'importanza degli UV nella produzione di melatonina (circadiana) e nell'uscita dal "letargo" invernale (ciclo annuale). La SAD, sindrome depressiva, è un non risveglio dal "letargo". Dipende da un non sufficiente afflusso di UV attraverso gli occhi, che non fa scattare l'interruttore fisiologico, ormoni e tutto ciò che produce il "risveglio". Lo studio sul colore e sulle sue implicazioni fisiologiche e psicologiche apre questioni importantissime. Per esempio: occhiali da sole grigi non modificano il rapporto tra i colori, ma occhiali marroni si. Molti sostengono che il marrone ha un effetto genericamente depressivo. Diversi Istituti di Ricerca stanno accumulando prove sempre maggiori di quest’azione dei raggi solari; di essi ricordiamo soprattutto il Centré For Light Research (Centro per le ricerche sulla luce) in Fort Lauderdale e il Laboratory For Environmental Physics (Laboratorio di medicina ambientale) in Triangle Park, North Carolina, negli Stati Uniti. Il dottor John Ott che fondò il Centré For Light Research, fu uno dei pionieri in questo campo. Egli realizzò numerosi filmati al rallentatore che illustravano gli effetti della luce solare, o della sua mancanza, sullo sviluppo delle piante: le piante cresciute alla luce artificiale, in particolare al neon, o dietro schermi in vetro, presentavano invariabilmente dei difetti di sviluppo. Alcune non riuscivano a sviluppare semi o fiori, altre producevano solo deboli germogli destinati ad appassire rapidamente, altre ancora non crescevano del tutto. Alcune di queste piante furono poste per caso vicino a un televisore a colori: si costatò che i raggi emessi dall'apparecchio avevano su di esse un effetto nocivo; ratti e porcellini d'India esposti alle stesse condizioni persero il pelo, divennero impotenti, nevrotici, apatici, ecc...
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La normale luce del sole viene sempre più riconosciuta come un "nutrimento" essenziale: proprio come alcune persone soffrono per denutrizione, o per carenza vitaminica, altri potrebbero essere diagnosticati “affetti da deficienza di spettro solare”. Cinquant'anni fa si scoprì che la mancanza di luce era la causa del rachitismo, che fino a quel momento aveva deformato milioni di bambini; ora possiamo anche aggiungervi l'elenco di tutti i tipi di squilibrio fisico e mentale. Le lampade a spettro completo si vanno diffondendo sempre più, anche negli ambienti di lavoro e nelle case si tende a preferire la varianza della temperatura della luce (i gradi Kelvin) e solo in parte la lunghezza d’onda. Ci sono poi le finestre in plexiglass, o in altri materiali plastici che lasciano filtrare una vasta gamma di radiazioni luminose che possono sostituire quelle schermanti, ognuno può fare attenzione a non usare sempre lenti o occhiali che privano l'occhio della luce del sole, oppure potrebbe comprare occhiali a spettro completo. Fondamentale è riconoscere l'importanza di trascorrere più tempo all'aperto e alla luce naturale.
Inibizione dell’assorbimento di luce
L'inverno non è il solo fattore che condiziona l'assorbimento di luce. Ott ci ricorda che la maggior parte della gente passa il novanta per cento del proprio tempo dietro le pareti e i vetri di uffici, scuole, case, vagoni, automobili e autobus. Inoltre, molti portano occhiali da vista o da sole. Tutti questi sono schermi che impediscono alla luce naturale di arrivare al sistema ghiandolare. E qual è il risultato? Sebbene su quest'argomento siano stati condotti solo pochi studi e spesso pagati proprio dai venditori di occhiali, di lampadine o di serramenti. Ott ha fatto un'esperienza personale di rilievo che riporto. Da anni era semiparalizzato dall'artrite, al punto da poter camminare solo con un bastone; i medici gli avevano raccomandato di usare delle stampelle speciali. Nella speranza che il sole smagliante della Florida potesse aiutarlo, passava ore e ore sulla spiaggia, portando, per protezione, gli occhiali da sole. Non notò alcun miglioramento finché un giorno gli si ruppero gli occhiali. Scoprì che l'artrite migliorava se passava molte ore il giorno all'aperto senza gli occhiali da sole. Poteva finalmente sbarazzarsi della sua collezione di bastoni da passeggio. Gli migliorò anche la vista, e mal di gola e raffreddori divennero meno frequenti. Il dottor Ott è convinto che passando tanto tempo dietro vetri, occhiali e parabrezza, di fatto ci attiriamo addosso la cattiva salute!
3. Conclusione
Da quanto proposto in questo articolo si possono trarre suggerimenti e pratiche che possono andar bene per migliorare il proprio livello di salute soggettivo, ma quel che più conta è quanto sia di valore passeggiare alla luce naturale con una certa frequenza settimanale anche se si lavora in giacca e cravatta o per molte ore. Ecco allora che una periodica passeggiata nei boschi montani fatta con criterio e saggezza può diventare il mezzo più efficace per recuperare salute e per riprendere contatto con quelle dimensioni fondamentali della vita, che permetteranno a ciascuno di sentirsi finalmente in sintonia con se stessi e con tutto quel che esiste; consentirà anche di rifornire il proprio organismo di ciò che gli serve per funzionare e svilupparsi in equilibrio e in salute … recuperando vigore.
Bibliografia consultati Bibliografia: libri consultati
Barbieri Sabrina 110 risposte per conoscere e curare le meteoropatie 2005 ed. Mursia Christopher Market Vedere bene senza occhiali ed. Red Edward Podolsky How to Charm with color, Herald Publishing Co. Edwin B. Babbitt The principles of Light and color Spectrochrome Insitute, Malaga, N.J. (USA)
Egan KM. Vitamin D and melanoma. Ann Epidemiol 2009. doi:10.1016/j.annepidem.2009.01.005
Fernando Dogana Tipi d’oggi 1999 Giunti Ed. Forbes Winslow, nel suo libro Light, its influence on lite and health
Ginde AA et al. Demographic differences and trends of vitamin D insufficiency in the US population, 1988–2004. Arch Intern Med 2009; 169:626-32.
Gudrun Dalla Via 2003 Il sole sulla pelle Vicenza : Il punto d'incontro. J.N.Ott Health and light, Pochet Books, Gulf and Western Corporation, New York J.W. Goethe La teoria dei colori, Il saggiatore Milano Kandel E.R. – Schwartz J.H. (1985) Principi di neuroscienze Casa ed. Ambrosiana Linda Clark 1987 Cromoterapia Ed Red Luckiesh e Pacini Light and health The Williams & Witlkins Co., Baltimore (USA) Luigi Costacurta Vivi con gli agenti naturali Edizioni di medicina naturale, 1984.
Richard Hobday 2008 Guarire con il sole Macro Ed.
Rosenzveig M. – Leiman L.A. – Breedlove S.M.C. (2005) Psicologia biologica Casa Ed. AmbrosianaA Chimay, Rudolf Steiner 1997 L’essenza dei colori Ed. Antroposofica Milano Silvano Zanoni Meteoropatie e influenze lunari 1999 ed. Cortina W. Wall 1996 Guarire con i colori ed. Mediterranee William J. Fielding Psycho-Analysis: The Key to Human Behavior William J Fielding
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Sitografia
Iniziazione alla coromoterapia Sponzilli http://books.google.it/books?id=fRXT7qVBEBsC&pg=PA51&lpg=PA51&dq=luce+kelvin&source=b l&ots=xe6xKYtOGI&sig=45WraHxXdgtnzl8LN6oWOp4FrQU&hl=it&ei=M7a_SbX1AZeQsAamzdWx DQ&sa=X&oi=book_result&resnum=9&ct=result#PPA58,M1 Lavorare con gli occhi della gente http://www.metodobates.it/lavorare.htm Vitamina D contro i tumori. Il ruolo del sole
http://www.corriere.it/Rubriche/Salute/Alimentazione/2005/12_Dicembre/28/vitamina%20.shtml
Articolo scaricato dalla pagina: http://www.montagnamica.com/sections/15_Download/articoli/La_psicologia_va_in_montagna_3.pdf
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6 Luglio 2009
Luca dr. Vivaldi
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