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Aromi profumi olfatto e coscienza


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Aromi profumi olfatto e coscienza
Come gli odori influenzano l’umore, l’equilibrio personale la coscienza di se
a cura di dr.

Luca Vivaldi Psicologo e Mental Coach

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In questo approfondimento frutto di un ampia attività di rilevazione e sintesi, approfondisco il modo con cui i messaggi chimici vengono recepiti dagli umani e in che modo le informazioni così giunte vanno ad influenzare il livello della coscienza, accennerò alle differenze di genere in questa sensibilità ed esaminerò l'importanza che i sensi chimici hanno sul comportamento.

Indice paragrafi

1. I sensi chimici: gusto e olfatto 2. Ciò che ha presa sulla coscienza individuale 3. L’importanza dell’olfatto: dalla storia ad oggi 4. Olfatto e scienza 5. La percezione olfattiva 6. L’olfatto e le fragranze nell’aria 7. L’olfatto e le emozioni 8. La dimensione estetica dell’olfatto 9. Differenze individuali nelle preferenze olfattive Appendice: aromi cucina e cervello Bibliografia e sitografia consultata

Attenzione: contiene informazioni utili nella cura, nella terapia, nella gestione delle relazioni e dei rapporti umani.


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Olfatto e coscienza

Abstract / Sintesis
Gli odori hanno un vigoroso effetto sull’emotività dell’umano. Niente al mondo può far rivivere il passato come gli odori. Le tracce conservate dalla memoria e i nostri ricordi olfattivi sono collegati con un ponte che permette di farci accedere alle parti più recondite della personalità e che la selezione naturale ha provveduto a salvaguardare. L’olfatto è il senso che più risponde alla funzione fondamentale dei sistemi sensoriali: quella di distinguere tra io e non io. Tra ciò che è rilevante e ciò che non lo è.

1. I sensi chimici: gusto e olfatto
Il naso occupa il posto centrale nel nostro viso, è sempre attuale nel mondo della moda, dell’estetica, della cosmetica ed è essenziale per chi porta gli occhiali. Anche nella vita sociale, culturale e nella letteratura il naso è un tema sfruttato, si pensi ai tanti proverbi e modi di dire, ai nomignoli/insulti e ai soprannomi ispirati a questa importante parte del volto. Tuttavia il naso è anche l'elemento esterno dell'apparato olfattivo e in quanto tale non ha l'attenzione che gli è dovuta. Sono ancora poche le persone coscienti del fatto che respirare con il naso è fondamentale per la salute fisica e mentale: in questo modo l'aria viene parzialmente riscaldata e filtrata, respirare con il naso permette di sentire meglio gli odori e procura un effetto benefico sia sull'umore che sulla memoria. L'olfatto come il gusto costituiscono insieme i «sensi chimici». Tali sensi sono bombardati continuamente da molecole: si pensi alle molecole che permeano l'ambiente in cui viviamo. Queste molecole ci forniscono segnali piacevoli o di pericolo e ci danno informazioni sul cibo, sulle bevande o sulla presenza di qualcosa di cui siamo alla ricerca o che dobbiamo evitare. A differenza delle altre modalità sensoriali che ci danno informazioni sul mondo esterno (mi riferisco alla sensibilità somatica, alla vista e all'udito), il gusto e l'olfatto hanno due ruoli particolari. Anche il gusto e l'olfatto danno informazioni circa il mondo esterno, ma in aggiunta questi sensi mettono in relazione queste percezioni con informazioni particolari che riguardano il nostro ambiente interno, le sue necessità ed il suo stato di soddisfazione: la fame, la sete, l'appetito sessuale, lo stato di sazietà. Il gusto e l'olfatto, dal punto di vista filogenetico, sono sensibilità di tipo primitivo. L'olfatto, per esempio, ha una posizione particolare nell'ambito dei sistemi sensoriali in quanto le sue connessioni centrali, prima di raggiungere il talamo ed il neocortex, proiettano anzitutto a zone filogeneticamente più antiche della corteccia cerebrale (quelle più animali per intenderci). Ciò significa molto in termini di velocità e qualità delle risposte allo stimolo. Inoltre il gusto e l'olfatto sono in stretto rapporto con i circuiti nervosi che controllano i sentimenti e
Proust da «La ricerca del tempo perduto» «E subito, meccanicamente, stanco dopo un giorno insulso e con la prospettiva di avere davanti una mattinata deprimente, portai alle labbra un cucchiaino di tè nel quale avevo immerso un pezzetto di torta. Non appena il liquido caldo e le briciole di torta ebbero raggiunto il palato sentii un brivido che mi percorreva le membra e mi fermai attonito, sorpreso delle cose straordinarie che mi stavano succedendo... Ero conscio che dipendeva tutto dal gusto del tè e della torta ma sapevo anche che quelle strane sensazioni erano infinitamente lontane da quei sapori e non potevano in alcun modo condividerne la natura. ...Quando del lontano passato non resta più nulla, quando morta è 1a gente e le cose sono consunte o finite chissà dove, rimane ancora lui solo, tenue ma ricco di vitalità, etereo ma persistente e fedele, l'odore e il gusto delle cose che aleggiano a lungo come i sentimenti, pronti a ricordarci che...».

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certi tipi di ricordi. Com'è descritto nel brano di Proust (nel riquadro alla pagina precedente), ricordi particolari tornano alla mente in rapporto con un gusto o un profumo particolari. Anche gli organismi più semplici posseggono questi sensi chimici e rispondono agli stimoli chimici. In tutti gli animali il processo è fondamentalmente identico. Una molecola o una miscela di molecole attiva recettori specifici e genera un messaggio che viene trasmesso ad altri gruppi di cellule che lo decodificano e lo analizzano in modo tale da determinare la risposta più opportuna. Personalmente reputo l’olfatto un senso interessante perché da’ sensazioni emotive e percettive eccezionalmente vivaci ed ha notevole importanza, sia per il nutrimento che per modulare il livello della coscienza. L'intensità del profumo è molto importante e l'errore più grave è quello di somministrarne una dose eccessiva, va considerato che spesso la piacevolezza di un odore, varia in maniera inversamente proporzionale alla sua intensità. I profumi risvegliano in noi ricordi e associazioni, perciò possono essere utili anche in psicoanalisi, si ha così il concetto di psicostimolazione aromatica (derivazione della tecnica introdotta da R. Tisserand con il nome di psico-aromaterapia).

2. Ciò che ha presa sulla coscienza individuale
Karl Popper scrive: «Ciò che rende la vita degna di essere vissuta sarebbe immediatamente compromesso se le vite non fossero assolutamente uniche, ma sotto ogni aspetto tipiche di una data classe di persone, così da ripetere esattamente tutte le azioni ed esperienze di tutti gli altri uomini che appartengono alla stessa classe. È l'unicità delle nostre esperienze che, in questo senso, rende le nostre vite degne di essere vissute...». a mio avviso l’unicità non è sufficiente a definire un individuo ed una vita degna di esser vissuta: è la persona cosciente ciò che conta. Ogni cosa è unica, anche quel sasso che avete calciato qualche giorno fa, ma non per questo ha valore. Il valore è dato dalla centralità dell'io come coscienza, cosciente unità del molteplice. Per una ragione totalmente misteriosa la vita ha prodotto la coscienza, e questa sa’ che esiste e che può non esistere. Per scegliere l'esistenza, la coscienza DEVE VOLERSI, deve dire di sì a se stessa, valutarsi, giudicarsi migliore del NON ESSERE. Se non lo facesse, se non avesse questo narcisismo originario, si dissolverebbe. Nell'animale la forza di conservazione è affidata all'istinto, alla fuga, al dolore. Nell'uomo la forza della conservazione è affidata alla scelta fra essere o non essere. Il dilemma si ripresenta sempre. E se si sceglie l'essere, cioè il se stesso, al niente, al sonno, non è solo perché c'è la paura, la fame, la sete, il dolore, cioè non è per istinto: ma perché l'io apprezza se stesso, riesce ad amare questa sua miracolosa individualità; una fragile, patetica individualità personale. «Effimeri» sono chiamati gli uomini da Eschilo. Per questo motivo ciascuno vuol essere amato per se stesso, al di sopra di tutto, soltanto per pura inclinazione. Ciascuno, in sostanza, vuole la preferenza assoluta. Perché, creata la coscienza, la vita può proseguire solo se la coscienza individuale si trova dotata di valore, se si preferisce. L'amore è il modello di questa preferenza. I bambini non potrebbero conservare in sé la spinta vitale se non si sentissero amati dalla madre. Freud ci ha dato delle pagine bellissime su questo disperato bisogno di oggetti di amore e di identificazione. Anche l'innamoramento è, in definitiva, trovare colui che, preferito e preferibile fra tutti, ci ama più di ogni altra cosa. Noi abbiamo bisogno di sentirci amati più di ogni altra cosa al mondo per trovare la forza di dominare l'incredibile molteplicità che esiste dentro di noi. Noi siamo ... il prodotto di tutte le nostre

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esperienze sociali, di tutte le nostre identificazioni, di tutti i nostri desideri. L'io è l'unità labile, precaria, di queste forze divergenti, sempre sul punto di disperdersi, di dissiparsi, l’amore è ciò che gli dà sostegno e forza, non è la giustizia astratta a comporre l’io, ma l'amore personale rivolto a lui solo. Ma c'è, forse, un'altra spiegazione, più profonda ancora. Nella specie umana l'individuo può imporre un mutamento di rotta alla cultura e quindi, in definitiva, all'evoluzione. L'intelligenza creativa può realizzare questo supremo avvenimento. Il singolo individuo è, potenzialmente, detentore di un potere immane, del potere di creare nuove specie biologiche. La coscienza è perciò coscienza di essere (potenzialmente) una specie a sé. L'intelligenza è programmata alla creazione del diverso. Ogni uomo è (potenzialmente) un nuovo Adamo. Questo conferisce un valore incredibile all'individualità. L'innamoramento, l'amore materno o paterno, l'amicizia si rivolgono tutti all'individualità personale: la cosa più fragile, eppure la più importante, tanto fragile da aver bisogno di un sostegno esterno, del riconoscimento e dell'amore di un'altra persona dotata di valore. Eppure l'unica potenza indomabile della natura. Nell'amicizia non c'è lotta. Non è scacciando gli altri che si diventa amici. Si compete per un amore, per l'erotismo, non per l'amicizia. La preferenza richiesta dall'amicizia è considerazione individuale, riconoscimento del valore della propria individualità, unica e inconfondibile. Ogni individualità. merita questo riconoscimento. Non lo sottrae ad un altro. La madre trova, in ciascuno dei suoi figli, alcune virtù particolari: uno è simpatico, il secondo è duro, l'altro cordiale, il terzo paziente, l'ultimo dolce. Ciascuno ha un di più. In realtà è solo un diverso: che la madre ne sia cosciente o meno. Ma quel diverso è una virtù e ogni virtù è assoluta, è un primato. Chi non l'ha, manca di qualcosa. Cosa è mai uno che manca di pazienza? O di coraggio? O di dolcezza? Il di più costituisce l'unico, il diverso, l'inconfondibile. Questo «di più» non viene, perciò, misurato con un unico metro di valutazione come nelle competizioni agonistiche o in tutte le cose in cui c'è una posta, per esempio il corteggiamento. L'amicizia ha più a che fare con ciò che ci individua come persone uniche ed inconfondibili, che con ciò che ci mette “al di sopra” o “al di la’ “. Noi teniamo moltissimo al giudizio dell'amico. L'amico è colui che ci comprende, è colui che sa apprezzare alcune nostre virtù poco appariscenti. Amico è colui che ci rende giustizia, ma non è un giudice di gara, non ci dà né trofei né premi, non ci dà ricchezza, non sanziona la nostra superiorità sociale. La preferenza di cui parliamo è un riconoscimento dell'individualità, della nostra persona e del suo valore. Riguarda la natura stessa dell'io. Ho introdotto con una certa imponenza il tema dell’amicizia e dell’amico, perché in fondo in fondo ciò che ci è amico è ciò che riconosciamo, è ciò che ha qualcosa a che spartire con noi, è ciò che riconosciamo dall’odore come piacevole gradevole e rassicurante. È attraverso gli “odori amici”, attraverso ciò che viene riconosciuto appartenere alla propria storia ed al sé che la coscienza sceglie di avere dei contatti, accetta dei contatti con ciò che le fa incontrare se stessa e la sua storia, lo fa’ attraverso ciò che riconosce piacevole, attraente, importante: e proprio questo squarcia la rimozione ed i sarcofaghi dei

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ricordi seppelliti e difficilmente raggiungibili in altro modo.

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3. L’importanza dell’olfatto: dalla storia ad oggi
Fu la medicina a incoraggiare il grande interesse per l'olfatto che caratterizzò principalmente il Settecento e gli inizi dell'Ottocento. Dal momento che la natura e l'origine delle malattie (infettive) erano sconosciute, la causa di vari malanni ed epidemie — comprese la peste e la malaria (letteralmente «aria cattiva») — veniva ricercata nei fetori maligni provenienti da cadaveri in putrefazione, urina e feci, paludi e vapori che esalavano dal terreno dopo i terremoti. Tali olezzi caratterizzavano anche ospedali e carceri, in cui si dice morivano parecchi detenuti ed anche molti avvocati, a causa del puzzo. Ancora nell'Ottocento i giudici, visitando le prigioni, cercavano di proteggersi dal tifo cospargendosi di sostanze «antimefitiche» (mefitico nel senso di maleodorante e velenoso). I medici tastavano i pazienti preferibilmente con una mano sola, con l'altra tenevano sotto il naso boccette piene d'ambra, di zolfo e di una sorta d'incenso. Quando si recavano in visita da un malato, i familiari e gli altri conoscenti dovevano vestirsi pesanti e non ingoiare la saliva, bensì sputarla. Questo modo di pensare avviò anche la ricerca affannosa di mezzi antimefitici in grado di annullare sia il cattivo odore sia il rischio di malattie: inizialmente si accendevano dei fuochi a cui veniva attribuita una funzione purificatrice e solo molto dopo furono scoperti i disinfettanti come la varechina (1788). Visto che gli odori erano ritenuti in grado di rivelare ciò che avveniva all'interno del corpo, venne sviluppata un'ampia diagnostica in base all'odore del sudore, dell'alito e del sangue, oltre a quello di urina, feci, catarro, ulcere, pus e perfino dello spazio fra le dita dei piedi e delle ascelle (le basi di queste pratiche risalgono al medico arabo Avicenna nell'undicesimo secolo). Per quanto riguarda invece gli strumenti medici, lo stetoscopio non prese piede per sentire meglio cosa avveniva all'interno del corpo: la ragione per adottare tale ausilio era piuttosto evitare che il medico si esponesse inutilmente ai cattivi odori. È in questo periodo che ha origine la terapia con gli aromi: come terapie venivano spesso utilizzati dei profumi (aromaterapia, osmoterapia, bagni alle erbe). Soprattutto le sostanze volatili, calde, oleose e aromatiche — come anche le «cure d'aria» in montagna — avrebbero contribuito a riequilibrare il flusso delle «forze vitali» nei canali presenti all’interno del corpo (ipotizzati e non confermati dalla scienza ufficiale). Dal momento che l'odore del corpo e dell'alito era direttamente riconducibile alle abitudini di vita e alla qualità dei succhi corporei, non si fecero attendere commenti azzardati rispetto ad altri ambiti. Cosi c'era chi sosteneva che troppi rapporti sessuali, ovvero un'eccessiva emissione di sperma, guastassero i succhi corporei della donna. Proprio in considerazione di questo fatto le prostitute venivano definite les putains, le maleodoranti (un accostamento fatto già nell'antichità dal poeta Giovenale). Lo stesso valeva per gli omosessuali: poiché si trovavano spesso nelle vicinanze delle latrine, erano circondati da un puzzo animale, simbolo dell'«analità». Secondo un'altra teoria dell'epoca, lo sperma stimolava gli organi e i tessuti, producendo «quel cattivo odore che hanno gli uomini possenti» e di cui dovevano fare a meno gli eunuchi. L'odore del corpo e dell'alito maschile veniva (perciò) indicato come aura seminalis. La collera poi avrebbe rafforzato ulteriormente l'odore dell'alito maschile a causa di un'accelerata degenerazione della bile. In considerazione di tali principi, molti esperti sconsigliavano agli uomini di lavarsi: così facendo avrebbero perso il loro potere di attrazione sessuale. L'atmosfera della donna era invece impregnata di latte, come si

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legge in un manuale sulle malattie croniche: «Le nostre donne perdono latte nel sudore, nell'urina, nella saliva, nel muco e nelle feci». Per timore che si diffondessero malattie ed epidemie a causa del fetore inimmaginabile che regnava quasi ovunque, cominciarono ad essere attivi gli «igienisti» e i consigli sanitari a livello municipale (in Inghilterra la polizia sanitaria). In molti paesi gli igienisti riuscirono a combattere l'enorme puzzo di città, ospedali, carceri e abitazioni, realizzando progetti grandiosi: costruire reti fognarie coperte, installare ventilatori e mantici, chiudere fabbriche, fornire gli ospedali di comode con vasi estraibili, trattare i cimiteri con sale, calce e acido cloridrico, svuotare i pozzi neri, stabilire un regolamento per i bottinai, prosciugare paludi maleodoranti, stuccare, dipingere e intonacare le pareti, i soffitti e le travi per proteggersi dai miasmi; addirittura trattare i mobili con «vernici antimefitiche». Un igienista scozzese, per combattere l'odore stagnante, arrivò a mandare in frantumi le finestre delle abitazioni operaie. Il significato prevalentemente negativo che veniva attribuito all'olfatto e a tutta una serie di odori, portò vari studiosi — come ai tempi di Platone — a relegare questa facoltà all'ultimo posto nella gerarchia dei sensi: «come senso della lussuria, del desiderio e dell'istinto porta il marchio dell'animalità». La maggior parte degli odori, infatti, andavano combattuti. A parte il punto di vista medico, questa visione aveva anche un'altra giustificazione: sono gli animali a dover ricorrere spesso all'odorato e oltretutto l'uomo ha difficoltà ad esprimere gli odori attraverso il linguaggio, una caratteristica umana per eccellenza e che testimonia civiltà. Si pensava dunque che l'olfatto avesse tratti piú animali che umani. Tracce di tale convinzione si ritrovano tuttora nella considerazione che taluni riservano ad alcune categorie professionali. Chi è costantemente a contatto con i cattivi odori occupa i gradini piú bassi della scala sociale: i fognaioli, il personale di pulizia dei bagni, gli operatori ecologici, i lavoratori agricoli. Nell'ambito di questa discussione, al centro di violente dispute venne a trovarsi la pulizia del corpo. C'era chi sosteneva che restando sporchi si potesse impedire ai miasmi di penetrare nella pelle indifesa; l'organismo «s'indeboliva» se ripetutamente a contatto con l'acqua. Inoltre, facendo troppo spesso il bagno si correva il rischio di non essere piú attraenti sessualmente, cosa che poteva addirittura portare a conseguenze drammatiche come la sterilità. Secondo altri, invece, se la pelle era pulita il corpo si liberava degli effluvi malsani e a tale scopo furono stabilite varie regole per il bagno. L'interesse per l'olfatto ha avuto complessi alti e bassi, oltre a suscitare spesso repulsione o attrazione. Se pensiamo oggi al bombardamento pubblicitario su salvaslip, deodoranti ascellari, assorbenti interni, pannolini e pannoloni, detersivi profumati, prodotti profumati per la pelle, deodoranti, profumi, aromi in boccetta per ambiente, candele profumate, diffusori di profumo per l’abitacolo delle auto, assorbi odori e quant'altro, possiamo dire tranquillamente che l'olfatto ha una grande importanza, pur non essendo noto a tutti che ce l’ha. Infine va osservato che la storia sembra in un certo senso ripetersi. Se un tempo l'aria e gli odori erano ritenuti responsabili di numerose malattie, in altri momenti della storia le cose sono cambiate e l’interesse per profumi ed odori è stato riscoperto: alla base c’erano pregiudizi non riconosciuti, pregiudizi infondati e non confermati.

4. Olfatto e scienza
Il mondo scientifico non nutre grande interesse per l'apparato olfattivo: in tutto il mondo non vi sono che poche centinaia di ricercatori nell’ambito e vengono ingaggiati con contratti a

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finalità specifiche (per interessi particolari). Ciò influisce molto si ciò che la cultura media riesce a recepisce e può essere attribuito a diversi fattori: • gli odori e le sensazioni olfattive ad essi legate non sono facili da dosare e da rilevare (non è stata sviluppata una misurazione valida, anche nel definire un odore come “puzza” o “profumo” utilizziamo un personale e lo facciamo spesso indipendentemente dalla nostra consapevolezza), inoltre non sappiamo quali sostanze chimiche siano responsabili delle nostre sensazioni olfattive. • Gli odori (le molecole) prima ancora di essere percepiti reagiscono all’ambiente in modi diversi (Un chimico Koster 1971 scriveva: “è ancora impossibile prevedere con esattezza se un composto chimico avrà un odore e, in caso affermativo, quali saranno le proprietà qualitative di tale odore”), fare ricerca scientifica appare tutt’ora sfuggente. • Nella seconda metà del 1900 sono stati sviluppati degli apparecchi in grado di somministrare gli odori in quantità accuratamente misurate (gli olfattometri); ma questi debbono negoziare con la realtà umana: tra un individuo e un altro vi sono grandi differenze sia nella sensibilità agli odori sia nelle valutazioni attribuite ai diversi odori. Per es. in un esperimento in cui l’odore dell’isobutiraldeide è stato descritto come “cioccolato”, “pane e burro di arachidi”, “sgradevole e secco”, “latte inacidito”, “merluzzo”, “indivia”, o “cacao”, comunque 1/3 dei soggetti non ha saputo descrivere l’odore in nessun modo. • Agli odori ci si abitua presto, specie se non sono allarmanti o sgradevoli. Entrando da un fornaio che produce pane o in una pizzeria veniamo subito assaliti da forti sensazioni olfattive caratteristiche, ma dopo un po’ non percepiamo più presenza di quell’odore. Lo stesso discorso vale per gli odori caratteristici di alcune città o quartieri. Sappiamo che fattori quali l’odore, il colore, il suono, l’areazione, la temperatura, l’umidità, la pressione, la temperatura cromatica della luce, hanno effetto sul modo in cui viene vissuto un ambiente, si tratta di dimensioni che hanno evidente effetto sugli organismi umani, talvolta ingente, talaltra leggero, ma la scienza non riesce ad occuparsene. metro di misura del tutto

5. La percezione olfattiva
L olfatto rimane per molti versi misterioso, tuttora si conosce solo in parte il suo funzionamento e la maggior parte delle persone non ne comprende l’utilità e il significato; come del resto accade per molti aspetti della psiche. Una delle funzioni basilari della

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percezione olfattiva è quella di risvegliare l'attenzione ed orientare l'individuo al fine di identificare la fonte dell’aroma, per giudicarne poi il valore ed il significato. Se la maggior parte delle persone considera le parti odorose del corpo (citate nel riquadro in basso a destra) come parti insalubri, aree che vanno frequentate unicamente per cospargerle di sapone e deodorante. Vi è un più piccolo numero di individui che nutre sentimenti ambivalenti nei confronti delle medesime parti: questi ultimi riconoscono che in quelle parti del corpo si possono fare delle interessanti scoperte olfattive. Si badi che la gran parte delle soddisfazioni emotive, vengono mediate dalle vie più ancestrali filogeneticamente (più arcaiche nello sviluppo della specie) e tra queste vi sono le vie olfattive. Anche se non è chiaro con quale precisione gli esseri umani possano localizzare gli odori e con quali delle risposte vi
Odori intimità e genere Cosa si può dire degli odori del corpo -in particolare quello dell’alito- di uomini e donne? In una ricerca che andava a valutare la risposta all’odore dell’alito di un altro individuo non visto si è notato che in media le donne avevano un odore migliore degli uomini; infatti in base all’alito sono stati individuati correttamente il 90% degli uomini e l’80% delle donne posti dietro una parete divisoria.

reagiranno, con l’odore vengono mediati molti piaceri, sia che le persone ne siano coscienti, sia che non lo siano. È molto stimolante pensare che messaggeri chimici molto potenti come i feromoni possano esistere anche nella specie umana; ciò è stato alla base del recente e rinnovato interesse per l'olfatto, evidente dal rilievo attribuito ai profumi sessualmente attivanti. I feromoni sono secrezioni emanate da un membro di una specie al fine di influenzare gli altri Beauchamp et al. 1976. C’è un’altra ragione per l’alto interesse attribuito all’olfatto, si tratta della possibilità che l'olfatto può essere in grado di segnalare la contaminazione del cibo e dell'aria. La percezione olfattiva può effettivamente dominare la

Gli esaminatori maschi non si sono comportati male ma hanno fatto registrare una sensibilità inferiore a quella delle donne per due motivi: il 15% in meno di risposte esatte e perché le donne consideravano sgradevole l’odore dell’alito degli uomini, mentre gli uomini non lo ritenevano così pungente e penetrante. Questi dati danno prova che l’olfatto delle donne è più sviluppato e che gli uomini abbiano maggiore difficoltà a percepire bene questi odori (ed a notare le differenze tra maschio e femmina). Analoghi risultati sono stati trovati con il sudore

percezione visiva nella selezione degli alimenti. Anche se un cibo può sembrare fresco, l'olfatto può divenire determinante, nel caso in cui sia veramente alterato. Inoltre l’olfatto viene costantemente utilizzato per

controllare l'aria che si respira. Nella specie umana, come negli animali, l'olfatto può

delle ascelle, del palmo delle mani o dei piedi).

andare al di là degli effetti endocrini con risvolti comportamentali di vasta portata incluso il prezzo di vendita di proprietà immobiliari. Alcune indagini eseguite negli Stati Uniti hanno mostrato che circa un terzo delle lamentele ricevute dalle autorità per l'inquinamento atmosferico da parte di cittadini, riguardava odori sgradevoli, spesso anche in assenza di violazioni delle leggi sull'inquinamento atmosferico da parte delle industrie.

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Sfccr Studio di Formazione Consulenza Consultazione e Ricerca 6. L’olfatto e le fragranze nell'aria

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Non solo l'olfatto femminile è generalmente più sviluppato di quello maschile, ma diventa molto più sensibile nella fase ovulatoria. Il naso femminile riesce a cogliere i feromoni e gli odori muschiati maschili, che rimangono non percepibili consciamente. La definizione di feromone non è univoca, ma fa riferimento al fatto che i mammiferi infraumani secernono sostanze odorifere che stimolano e attivano reazioni sessuali da parte del sesso opposto. Tale sostanza odorosa oltre ad essere in grado di attivare il comportamento sessuale, serve da segnale di allerta e da “contrassegno per marcare” i territori. Negli esseri umani spesso non viene dato il dovuto peso alla possente influenza misconosciuta dell’odorato sul funzionamento sessuale. Ci sono psicoanalisti di spicco (Bibier) che sono arrivati ad ipotizzare che la scelta del partner oggetto di attenzioni sessuali è sostanzialmente determinata dal suo Rappresentazione veritiera o finta?

Foto: una rappresentazione delle aree dedicate nei cervelli maschile e femminile. Indicata l’area olfattiva.
Quanto sopra rappresentato, è solo una allegorica immagine, che permette di evidenziare le differenze tra i due sessi in diversi campi (tratta da Perché le donne non imparano a leggere le cartine e gli uomini non si fermano a chiedere di A e B Pease).

odore, anche se l’individuo che si innamora non se ne rende conto … ed ancora Bibier ipotizza che l’attrazione verso il sesso opposto, quale si manifesta nella fase edipica, sia innescata appunto dalla percezione da parte del figlio degli odori sessuali del genitore e che si organizzi attorno a questa percezione. Ad ogni modo, non c’è alcun dubbio che un aroma stimolante sia un possente afrodisiaco, mentre un odore spiacevole emanato dal partner sessuale, anche se non rilevato a livello di coscienza, può fungere da potente deterrente al godimento della

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sessualità. In più il cervello femminile, in base ai rilevamenti del feromone, riesce a decifrare lo stato del sistema immunitario dell’interlocutore e, se questo risulta complementare o più forte, la donna potrebbe descrivere l'uomo come attraente o "stranamente magnetico". Se, viceversa, il sistema immunitario femminile risulta più forte, la donna troverà l'individuo poco affascinante. Alcuni neuroricercatori hanno scoperto che il cervello femminile è in grado di analizzare le differenze immunitarie dopo tre secondi dall'incontro con un uomo. Grazie a tale facoltà la donna può scegliere, come del resto fanno le femmine di molti animali, i sistemi immunitari complementari al suo, quelli che conferiscono alla prole maggiori possibilità di sopravvivenza. Una delle conseguenze degli studi appena citati sapete qual è stata? La produzione di una gran quantità di oli e lozioni per uomo, presumibilmente contenenti il segreto per fare impazzire le donne: indovinate un po’ cosa contiene? Il feromone.

7. L’olfatto e le emozioni
I neuroni del sistema olfattivo terminano nella parte del cervello più arcaica. Udito e vista hanno avuto uno sviluppo relativamente più recente rispetto alla chemiorecezione

(rilevazione degli odori) ed i segnali inviati da vista e udito, vengono analizzati dai centri situati nella corteccia cerebrale (area cerebrale di recente sviluppo). Le modificazioni chimiche sono controllate dal sistema limbico (l’area dall’origine

filogenetica più antica), è la sede dell’elaborazione degli istinti e delle emozioni. Elemento fondamentale di questo sistema è l'amigdala, una ghiandola i cui nuclei corticali e mediali ricevono informazioni dal sistema olfattivo. Il gruppo laterobasale dei nuclei in questione ha invece il compito di elaborare le emozioni (Shephérd, 1983). Questo per evidenziare che gli odori, vengono elaborati in una zona del cervello che è considerata la sede delle reazioni emozionali. Le segnalazioni provenienti dall'amigdala e, quindi, dai nuclei corticali e laterobasali, viaggiano fino all'ipotalamo che, a sua volta, regola le funzioni pituitarie e la fisiologia della riproduzione (Shepherd, 1983). Sul collegamento diretto tra sistema olfattivo, zona del cervello che presiede alle emozioni ed al comportamento sessuale, sembrano pertanto sussistere pochi dubbi.

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Sfccr Studio di Formazione Consulenza Consultazione e Ricerca 8. La dimensione estetica nell'olfatto

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La misura dei piaceri o dei fastidi associati con gli odori è generalmente stata considerata meno precisa delle misure psicofisiche dell'intensità, che hanno attirato gran parte dei ricercatori. Secondo Zwaardemaker (1961), un soggetto non informato, a cui viene chiesto di valutare l'intensità di un odore, può non esser capace di eseguire le istruzioni. Le persone non sono in genere abituate a distinguere accuratamente qualità e intensità degli odori che incontrano. Del resto è quello che accade dal profumiere, dove taluni nemmeno percepiscono le essenze contenute in un prodotto che annusano e perciò non possono che affidarsi ai suggerimenti di etichette e commesse, senza peraltro contare su alcuna capacità critica. Se alcune persone possono scoprire somiglianze olfattive, altri vengono solo colpiti da forti effetti gradevoli o sgradevoli associati alla sensazione prodotta. Una conclusione generica ed accettata, è che la componente olfattiva estetica

(gradevole/sgradevole) spiega la maggior parte dei giudizi di somiglianza degli odori, ma ci dice anche che questa dimensione estetica è complessa dal punto di vista psicologico e implica più di semplici contrapposizioni fra gradevole e sgradevole. Ci sono delle particolarità a caratterizzare le modalità sensoriali. Da un lato vista e udito sono sensi acuti: cioè piccoli cambiamenti dello stimolo sono rilevati dai soggetti umani. Dall’altra la stessa vista e udito producono effetti limitati sulla motivazione e sull'emotività, rispetto alle possibilità veicolate dall'olfatto. L'estetica sembra effettivamente caratterizzare la percezione olfattiva: gli odori sgradevoli hanno un ruolo chiaramente più ampio di quelli gradevoli. Per questa ragione gli odori sgradevoli sono stati sfruttati nelle terapie avversive quelle che vanno a far cessare comportamenti critici o sconsigliabili. Da una rassegna di Hamauzu 1969 emerse che solo il 20% dei circa 400.000 composti odorosi ritenuti esistere è gradevole; il resto è neutro. Per converso in uno studio (Engen e Ross,1973) su un campione relativamente piccolo di sostanze chimiche odorose e oggetti familiari (110 in tutto), i soggetti giudicavano circa la metà di questi come non familiare o strana, solo l'11 % di questi odori non familiari è stato giudicato gradevole, mentre il 50% sono stati giudicati sgradevoli e il 39% neutri. Due considerazioni si possono fare su questi esiti: • pur essendoci grandi differenze individuali riguardo alle preferenze per specifici odori, era evidente una forte tendenza a indicare come sgradevoli gli odori non familiari; • un individuo potrebbe giudicare un odore “familiare e gradevole” mentre un altro potrebbe giudicare lo stesso odore “non familiare e sgradevole”. Il sospetto per ciò che non è familiare è evidente nell'uso dell'olfatto. L’olfatto avverte e mette in stato di allerta colui che lo percepisce e se ciò che viene rilevato non appartiene all’area del conosciuto e del famigliare, la probabilità di venire

considerato sgradevole è elevata.

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Sfccr Studio di Formazione Consulenza Consultazione e Ricerca 9. Differenze individuali nelle preferenze olfattive

Olfatto e coscienza

Nell’uomo il senso dell’olfatto è importante per prendere decisioni veloci. Il più delle volte l’olfatto non aspetta il giudizio delle capacità riflessive dell’intelletto, ha piuttosto la tendenza a collegarsi direttamente ai centri motori ed esecutivi del cervello. In questi casi si tratta di reazioni generali legate ai nostri interessi emotivi e che perlopiù ci fanno “fermarci” o “proseguire”, “accettare” o “fuggire” qualcosa, l’olfatto fa agire, l’olfatto non fa riflettere, ragionare o tergiversare. Questo atteggiamento di default dell’olfatto umano, ci spiega il perché noi percepiamo pochi odori neutri a livello di coscienza quotidiana (sono segnali di poco conto); quando sentiamo un odore, quello sarà il più delle volte cattivo o molto buono. L’olfatto è quindi impostato come un senso prevalentemente edonico e strettamente legato alla vita emotiva, è il senso, che spesso con una semplice annusata, è in grado di farci giudicare se per noi una cosa è importante o non lo è. Si tratta di presunzioni non verificabili? Non proprio! Per il senso della vista e dell’udito ci sono molte più sfumature, tende a interessare più frequentemente il pensiero ed i fattori cognitivi, c’è una minor dominazione da parte della necessità di compiere in fretta delle scelte o decisioni. I messaggi provenienti dall’olfatto stimolando l’attivazione emotiva e motivazionale vengono decifrati spontaneamente in modo obiettivo e realistico, perciò se percepiamo un odore siamo convinti che debba

necessariamente essere rintracciabile nell’ambiente, e ce lo aspettiamo più di quanto possa avvenire per immagini e suoni (due esempi: i puntini bianchi che taluni vedono al risveglio o quelli neri che passano di tanto davanti all’occhio, non vengono percepiti dai più come un aspetto esterno, bensì ricondotti da subito ad un fenomeno interno); allo stesso modo se fischiano le orecchie, si pensa forse ad un coro di passeri sopra di noi, di solito lo si riconosce come un fenomeno interno, fenomeno spesso dovuto a determinate condizioni fisiologiche: eccessiva esposizione a rumori ambientali oppure al restringimento dei vasi dell’orecchio). Tutto ciò ha una grande influenza e dice molto sul livello della coscienza di un individuo. Ancora, i sistemi visivo ed uditivo sembrano intrinsecamente capaci di astrarre informazioni tali che ciò che si vede e si sente non venga percepito in una particolare modalità analitica, bensì permette che venga organizzato dal punto di vista cognitivo ed emotivo. L’esperienza olfattiva è, invece, poco o affatto implicata in questo tipo di organizzazione della percezione. Le sensazioni olfattive sono organizzate in forma centrata sul soggetto, a partire da lui, mentre le sensazioni uditive o visive sono analizzate in forma centrata sull’oggetto o allocentrica. La differenza tra i due modi di percepire si basa sul grado con cui lo stimolo viene percepito come esistente indipendentemente da caratterizzata colui che lo percepisce. Nell’olfatto la percezione è

dal modo in cui l’oggetto viene sentito da colui che lo percepisce, non in

funzione di ciò a cui assomiglia. Il grado è delimitato dalla piacevolezza, dal gradimento sensoriale o agio/disagio associato all’esperienza percettiva. In un'altra ricerca (Cederlóf et al., 1964) avvenuta con questionari di personalità, è emersa una relazione fra tratti di personalità ed effetti avversivi degli odori. Il fastidio provocato

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dagli odori è stato spesso trovato combinato con riferimenti a nausea e cefalea, suggerendo che "i risultati mostrano anche che il fastidio è dovuto non solo al problema dell'esposizione agli odori, ma anche ad altri fattori. Così il fastidio è chiaramente più frequente fra coloro che riferiscono disturbi respiratori o malattie cardiovascolari ed anche fra le persone predisposte alla nevrosi, alla sensibilità ad altri fattori esterni ambientali ed alla propensione al malcontento riguardo ad altri aspetti della vita di comunità".

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Appendice: Aromi, cucina e cervello
Abbiamo già accennato che gli aromi possono venire percepiti in maniera piacevole e spiacevole a causa del condizionamento acquisito, però questa non è una condizione necessariamente data ed immodificabile, anzi a volte con un po’ di attenzione in più si possono fare piacevoli e costruttive esperienze. In cucina vi accorgerete che certi piatti sono più buoni freddi o a temperatura ambiente piuttosto che caldi, potete trovare grandi differenze nel sapore anche semplicemente diminuendo il sale, aggiungendo qualche erba aromatica è probabile che aggiungendo alla fine un poco di olio spremuto a freddo alla fine della preparazione della pietanza, migliorate l'insieme del gusto. A proposito se sentite poco i sapori, la causa potrebbe risiedere in una carenza di zinco. Parlatene con il vostro medico. Gli odori più adatti per rafforzare la memoria sono quelli intensi, leggermente pungenti, come rosmarino, menta, basilico, erba cedrata. Ecco una ragione per tenerli a portata di mano e usarli in cucina.

Gli “odori” da tenere a portata di mano In caso di provate con
timidezza nervosismo confusione Paure gelsomino, salvia sclarea, patchouli, ylangylang camomilla, lavanda, rosa menta, cipresso, lavanda bergamotto, geranio, camomilla romana, tutte le lavande, neroli, salvia sclarea, melissa, mandarino, tutte le rose, timo rosso, iris. melissa, neroli melissa, camomilla, lavanda maggiorana, origano sandalo, ylang-ylang, cedro, tutte le rose, gelsomino, camomilla romana, lavanda ylang-ylang, camomilla, rosa basilico, geranio, camomilla romana, tutte le lavande, maggiorana, melissa, salvia sclarea, neroli, tutte le rose, incenso, cedro gelsomino, geranio, cipresso basilico, bergamotto, menta rosmarino, ginepro, gelsomino rosa, maggiorana bergamotto, santoreggia, citronella, noce moscata, rosmarino, salvia, tutti i tipi di timo, ginepro, limone. lemongrass, pompelmo, cardamono, tutti i tipi di timo, cipresso salvia sclarea, tutte le rose, tonka, vetiver, vaniglia

shock panico eccitazione eccessiva aggressività rabbia stati ansiosi

ansia depressione apatia afflizione mancanza di iniziativa (debolezza): indecisione sindrome premestruale

Potete semplicemente annusarli oppure versarli in una bevanda o mescolarli ai cibi più adatti, usando la pianta fresca o secca, o come olio essenziale (quest'ultimo sempre diluito e può venire assunto solo se ad uso alimentare!)

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Bibliografia e sitografia consultata A.A.V.V Verbogen verleider Psicologie van de reuck 1994 A.A.V.V Mutamenti nelle basi delle scienze Tecniche Nuove 2012 Alberoni Francesco, L'albero della vita, Garzanti, Milano 1982 Beteson G. Questo è un gioco ed all. Cortina 1996 Corbin Storia sociale degli odori Mondadori 1983 Dalai Lama, Paul Ekman Felicità emotiva Sperling & Kupfer, 2010. Daly e White in Das Eulenhaus Marlitt (1930) De Cataldo Neuburger L. Gullotta Trattato della menzogna e dell’inganno Giuffrè 1996 Dragoni Graziella Vincere con la mente : motivazioni, autostima, mentalità vincente nello sport e nella vita Elika 2001 Gabassi Zanuttini La dimensione olfattiva Grillo 1983 Galimberti U. Dizionario di psicologia Utet 1982 Kandel Schwartz Psicologia fisiologica ed. Ambrosiana Kaplan H. S. The new sex therapy Bompiani 1974 Lindemann Hannes Come vincere lo stress e come affrontarlo nella vita di tutti i giorni Mondadori, 1976 Mario Furlan Donne basta paura Sperling & Kupfer 2009 Marta Roncaglia L’olfatto ed il profumo originario in Alla ricerca della persona smarrita AAVV Centro studi Internazionali Perusini Alzheimer 2010 Orientativamente la fase ovulatoria stà tra il 10° e il 16° giorno dopo il ciclo mestruale di una donna, può venire calcolato in maniera più precisa seguendo i consigli del sito http://dinamicherosa.com/topic/14158/fase-ovulatoria-spiegazione-conprecisione.....baci-a-tutte ) Popper Karl, La società aperta e i suoi nemici, Armando, Roma 1973, vol. II, Ricoeur P. La persona Morcelliana 1997 Suskind Patrick Das parfum Diogenes Verlag 1985 Van Gennep A. I riti di passaggio Boringhieri 1981 Zucco Il sistema olfattivo Cleup 1988 Enciclopedia degli oli essenziali, Julia Lawless, Ed. Tecniche nuove (il migliore libro per conoscere gli olii essenziali), www.ilgiardinodeilibri.it Il grande libro dell'aromaterapia e aromacosmesi, Xenia (il migliore libro per conoscere l'aromaterapia nei suoi diversi aspetti), www.ilgiardinodeilibri.it The fragrant farmacy, Valery Ann Worwood, Bantam books (il migliore libro per praticare l'aromaterapia), www.amazon.com Guarire con le essenze e i profumi: Traduzione di "Fragrant Farmacy", Valery Ann Worwood, Macro edizioni. Che tu sia casalinga o medico, questo è l'unico libro che ti permetterà di Luca dr. Vivaldi
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praticare l'aromaterapia. La difficoltà rimane di trovare le oli essenziali di qualità, www.macroedizioni.it Fragranze. Psicologia e biologia del profumo, Dodd e Van Toller, Ed. Aporie Aromatherapy scent and psiche Peter & Kate Damian, Healing arts press, www.amazon.com Cura delle malattie con le essenze delle piante, Jean Valnet, Ed.Giunti (in tutte le lingue, dal medico francese pioniere dell'aromaterapia) L'aromaterapie exactement, Fondements, demonstration, illustration et applications d'une science medicale naturelle, Roger Jollois editeur, 1990, 51 rue Montmailler 87000 Limoges (il libro più "scientifico" dagli eredi di Valnet). Particolarmente adatto per i medici ricercatori, www.chapitre.com Le marketing olfactif. La "bilble" commerciale, juridique et créative du parfum et des odeurs. Ed. LPM Les presses du management 199941 rue Grenata 75002 Paris, www.chapitre.com Aromaterapia sottile, Patricia Davis, Macro edizioni: Aromaterapia "New Age", http://www.macroedizioni.it Perfumery by Dussauce, libro in Inglese dell'inizio secolo sulla profumeria nella sua eta d'oro. Libro da fare il download gratuito. Terapie esoteriche (vol 1), Dietmar Kramer, Ed Mediterranee, www.ilgiardinodeilibri.it
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23 marzo 2012

Luca dr. Vivaldi
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