Trashware - una esperienza aziendale
analisi e documentazione relative ad una operazione di recupero di materiale informatico usato
Scopo del documento
- documentare una operazione di riciclo di materiale (considerato) obsoleto effettivamente realizzata ed efficacemente utilizzata in ambito aziendale.
- documentare l'utilizzo di software open source per il recupero di trashware
- valutare quanto l'uso di software open source ed il recupero di materiale obsoleto possa far risparmiare una azienda no profit di piccole o medie dimensioni.
Contesto
L'operazione qui descritta è stata realizzata per due obiettivi:
- allargare e potenziare la rete aziendale della cooperativa sociale Arti e Mestieri;
- fornire, ai Soci interessati, Personal Computer molto efficenti a prezzi ridottissimi.
L'iniziativa realizza a sua volta uno degli obiettivi del più ampio progetto PlanPlone che si prefigge di realizzare con software a sorgente aperto e con il miglior rapporto qualità/costo dell'hardware, l'intera infrastruttura informatica per una piccola-media azienda.
L'esperienza è stata possibile grazie al supporto dei soliti Alberto Berti e Emanuele Gaifas che oltre al solito fondamentale contributo da guru GNU/Linux hanno partecipato anche al viaggio ed al trasporto dei materiali.
Premessa - Spreco e recupero
È scontato che la nostra sia l'era dello spreco e che non vi sia l'attenzione sufficente per trovare soluzioni globali.
Detto ciò il settore informatico è un ambiente dove si riescono a sperimentare pratiche alternative di consumo che (almeno parzialmente) sfuggono alla logica di mercato che sembra invece condannarci a consumare in modo passivo e poco intelligente (lo spreco appunto!). [2]
Il successo del software a sorgente aperto (Open source), sta ad indicare che la qualità non è esclusiva del modo tradizionale di produrre ma che anzi si possono ottenere risultati anche migliori usando diversi e contrapposti paradigmi produttivi.
La nostra iniziativa di lavorare sul trashware si inserisce in questo contesto con l'intenzione di verificare se l'uso ed il riuso di materiale considerato fuori mercato [3] sia realmente praticabile o non sia invece solo un atteggiamento velleitario se non fanatico.
Ciò che si vuole dimostrare è che con un accorto uso delle più avanzate tecnologie con il free software è possibile portare a vita nuova materiali dismessi o apparentemente superati e reintrodurli in produzione.
Vincoli procedurali
Criteri adottati nelle scelte:
- qualità dei materiali
l'operazione di recupero comporta dei costi (materiali ed immateriali) che devono essere impiegati nel modo più efficace: non esiste il recupero fine a se stesso, non si devono sprecare energie nel recupero di materiale informatico. Impiegare energie nel recupeo di materiali mediocri o di scarsa qualità può essere veramente frustrante, inficiare le migliori intenzioni e scoraggiare ulteriori esperienze.
Si dovrà quindi aver cura, nella scelta dei materiali, di ricercare i pezzi migliori, possibilmente dei migliori costruttori, con possibilmente quelle caratteristiche che fanno le differenze nel prezzo dei materiali a nuovo (quindi con la miglior componentistica!).
Il recupero di materiale di marca non comporta costi significativamente diversi e si traduce spesso in una facilitazione della fase di ricerca in rete di eventuali specifiche o degli aggiornamenti dei software di controllo (driver), in una installazione con minor probabilità di eccezioni ed in definitiva una maggior facilità, tempistica e costo del recupero stesso.
Il materiale già scadente in origine non merita alcuna attenzione da parte di chi intende veramente riutilizzare e valorizzare materiale usato.
Alla qualità dei materiali spesso corrisponde la qualità nell'uso da parte dell'utente finale e quindi, nel momento dell'acquisto, vale la pena di considerare, ad esempio, anche il rumore delle ventole delle macchine che si vanno recuperando [4] . Nella fase di scelta dei materiali da recuperare, alla valutazione della rumorosità (ma diremo della qualità dei materiali), va data perlomeno la stessa importanza che si da alla valutazione delle prestazioni tecniche.
- funzionalità
- è evidente che qualsiasi operazione di recupero non possa essere limitante rispetto alle funzionalità necessarie al normale utilizzo che si prospetta per i materiali recuperati. Se la macchina verrà impiegata, per esempio, in lavoro di ufficio è necessario che renda disponibili tutte le applicazioni già conosciute senza alcuna penalizzazione in velocità e/o versatilità;
- amministrativi
- una operazione di recupero di materiale obsoleto ha senso se fa risparmiare rispetto all'acquisto di materiale nuovo;
- produttività
- come già detto per le funzionalità, la produttività relativa non può arretrare o dare risultati inferiori rispetto all'uso di materiale comperato a nuovo;
- etici
- l'operazione di recupero deve essere valutata anche nel suo aspetto etico considerato che interviene sugli sprechi di risorse. Tale valutazione non può comunque prescindere dalle valutazioni sugli aspetti tecnici o amministrativi.
Ricerca del materiale informatico usato
Pur essendovi numerosissime iniziative, forum, discussioni teoriche, organizzazioni internazionali e sponsor che gravitano attorno al fenomeno trashware, vi sono pochi riferimenti tecnici e non esiste un vero mercato a disposizione di eventuali consumatori attenti.
Nei Collegamenti abbiamo raccolto alcuni link che possono condurre ad organizzazioni nazionali ed internazionali ma non è lo scopo di questo documento quello di trattare compiutamente questo fenomeno.
Acquisto del materiale usato
Per le nostre necessità siamo riusciti a trovare un fornitore vicino a noi in grado di fornire un elenco di materiali disponibili. Dopo alcune telefonate che sembravano non portare a nulla la ditta RafCom ci ha inviato un preventivo e qualche giorno dopo ci siamo recati presso il loro magazzino nella Zona Industriale di Bolzano ed abbiamo acquistato il seguente materiale:
| quantità | descrizione | costo unitario [5] | img |
|---|---|---|---|
| 5 | Fujitsu Pentium 2 300 Mhz 128 MB ram, 5 GB hd, USB, CD ROM - usati | 49,160 | ![]() |
| 5 | Siemens CRT 17" e176 - usati | 49,160 | ![]() |
| 5 | IBM NetVista Pentium 3 800 Mhz 256 ram, 20 GB hd - usati | 115,830 |
| [2] | IVA esclusa |
Anche se sarebbe stato possibile farselo inviare tramite corriere, come prima esperienza (in previsione quindi di effettuarne altre) abbiamo preferito ritirare personalmente il materiale. Volevamo vedere com'è organizzato il fornitore e controllare lo stato della merce.
Alla RafCom abbiamo visto solo il nostro materiale: purtroppo l'ampio magazzino a cui abbiamo avuto accesso era desolatamente vuoto. Ci siamo un po' stupiti di questo perché ci eravamo immaginati che avremmo potuto scegliere e vedere altro materiale.
I campioni del materiale per cui ci eravamo detti interessati c'erano. Alberto ha controllato la componentistica rilevando anche alcune incongruenze e mancanze. Su sua segnalazione ci si è resi conto che, per esempio, ai Fujitsu Pentium 2 300 Mhz mancava la scheda di rete.
Il materiale si presentava comunque in buono stato. Dopo aver verificato le caratteristiche e le modalità della fornitura, in mezzo'oretta ci è stata preparata la merce (5 Fujitsu Pentium 2 300 Mhz, 5 IBM Pentium 3 800 Mhz, 5 monitor Siemens CRT 17").
Ci era stato detto (e c'era scritto nel preventivo) che per ogni macchina ci sarebbe stata data una tastiera ed un mouse nuovi.
Il trasporto è stato effettuato con un furgone della cooperativa.
Montaggio ed installazione dei terminali Fujitsu
La prima (e per fortuna unica) sorpresa è la scoperta che nello scatolone dei mouse e dei cavi (che non avevamo controllato) non ci sono mouse nuovi ma cinque vecchi mouse a due tasti e cinque con rotellina centrale. poca cosa ma .. telefoneremo al fornitore....
Per alcune macchine (3 su 5) si rende necessaria la sostituzione (scambio con le WS IBM) della scheda di rete per poter usufruire dell'avvio diretto da rete tramite il protocollo....
L'intenzione è infatti quella di non effettuare alcuna installazione sul disco locale ma di utilizzare queste macchine solo come terminali del server Artista
Forse non abbiamo dato il tempo necessario al fornitore di preparare con più calma la merce ma lo sporco all'interno delle macchine lascia a desiderare e quindi si procede ad aspirare la polvere.
L'assemblaggio dei terminali Fujitsu Pentium 2 300 Mhz è quasi un gioco. Il case orizzontale del Fujitsu Pentium 2 300 Mhz è abbastanza ingombrante ma si rivela estremamente silenzioso ed accessibile. Le nuove tastiere fatte in cina sono leggere ma complete ed hanno buona usabilità e bell'aspetto. I mouse con rotellina sono puliti e funzionanti.
Il server Artista è già predisposto con tutto il necessario per gestire i terminali e cioè......
Scarichiamo l'aggiornamento del bios e del disco di boot da rete per le altre schede di rete.
È sufficente quindi collegare le macchine, inserire il dischetto di aggiornamento del bios, entrare nel bios, impostare l'avvio dalla rete.
In circa due ore i cinque terminali sono aggiunti alla rete aziendale mettendo a disposizione cinque nuove potenti postazioni di lavoro con login sul server Artista, tutte le applicazioni necessarie ed aggiornatissime per l'uso office ed inoltre le proprie configurazioni personali centralizzate nel sistema.
Montaggio ed installazione dei computer IBM Netvista
Queste macchine, a differenza dei terminali Fujitsu, sono destinate ad un uso domestico e quindi necessitano dell'installazione sul disco locale del sistema operativo. Per alcuni si prevede una installazione dual-boot per dare la possibilità agli utenti di installare un altro sistema operativo (vedi te quale..) ma, essendo la nostra operazione finalizzata all'utilizzo di software open source, per noi l'installazione riguarderà esclusivamente il software Gnu/Linux-Debian-compatibile.
Le macchine IBM NetVista sono ottime, sufficentemente potenti, molto silenziose. Si fanno notare inoltre per la facilità di accesso e di assemblaggio dei componenti. In rete si trova tutta la documentazione esistente direttamente nel sito di supporto del produttore IBM.
E questa è una fortuna perché scopriamo ben presto che il bios è in tedesco e che le nostre conoscenze nella lingua d'oltralpe non sono sufficenti per capire come modificare le impostazioni. I driver per questo modello sono disponibili in questa pagina ed il bios che scarichiamo è il file pijt37a.exe
Installazione del software
Per l'installazione del sistema operativo e dei software sulle sole 5 macchine che abbiamo acquistato in questa occasione sarebbe stato sufficente un Live-CD recente di qualche distribuzione GNU/Linux o una analoga immagine ISO.
Alberto però intravede una soluzione che risolve brillantemente il generico problema della Installazione seriale di Gnu/Linux?¿ quando si ha a disposizione un server ed un sistema di caching via proxy dei pacchetti che compongono le distribuzioni GNU/Linux Debian-like.
Questa soluzione permette l'installazione automatizzata su qualsiasi macchina (....) delle immagini ISO delle distribuzioni più avanzate di GNU/Linux come la ormai nota Ubuntu (ma c'è anche la Kubuntu). Consente di fatto la personalizzazione della installazione del SO tramite alcuni file di configurazione.
La scelta cade sulla distribuzione Ubuntu che si autoinstalla semplicemente avviando la macchina collegata in rete. Tra le poche opzioni richieste in questa fase c'è il nome per la macchina.
In pochi minuti il sistema è pronto: login: root password: ubuntu, si deve poi creare un nuovo utente poiché l'utente root non è abilitato a far partire la grafica. Creato l'utente e fatto il login ci rendiamo conto finalmente del mezzo che abbiamo a disposizione. Tutto il software necessario (e molto di più) è subito disponibile e con alcune rapide personalizzazioni si possono immediatamente utilizzare anche le connessioni e la mail.
Considerazioni sui costi
L'operazione è costata
| [3] | Il problema rumore è più significativo se il recupero tratta Work Station o terminali per l'utente finale mentre è meno rilevante per i server o per componenti altrimenti utilizzati. |
| [4] | la logica di mercato comunemente intesa è la logica del solo mercato profit dove qualcuno fa un affare e gli altri beneficiano, se proprio non se ne può fare a meno, della magnanimità di chi ha i privilegi. La logica di mercato così istruisce le scelte generali, anche per chi non fa affari. |
| [5] | non esiste (ancora) un vero mercato alternativo con caratteristiche etiche ma vi sono molte iniziative, anche commerciali, che, con finalità diverse, sono impegnate nella raccolta e distribuzione di materiali riutilizzabili. Vedere Collegamenti. |
Collegamenti
RafCom
| Denominazione: | RafCom |
|---|---|
| indirizzo: | obscured [6] |
| telefono: | oscured [6] |
| web: | http://www.rafcom.com |
| listino: | obscured [6] |
| [6] | (1, 2, 3) segnalata questa pagina al venditore riceviamo in risposta: Salve, abbiamo letto attentamente il Vs. articolo. Data la ns. natura di clienti (unicamente all' ingrosso) chiediamo che venga rimosso il ns. Nome incluso di dati anagrafici, onde evitare clienti al dettaglio. Inoltre l' accesso al link www.rafcom.com/xxxxxxxxx.htm deve essere rimosso, dato che non deve essere accessibile a tutti gli utenti della rete. Piccola precisazione, il magazzino da Voi visionato non quello principale per cui l' affermazione "purtroppo l'ampio magazzino a cui abbiamo avuto accesso era desolatamente vuoto" ci sembra fuori luogo. Grazie Distinti saluti no comment. |
disordinatamente:
http://golem.linux.it/pagineattive/trashware.html
http://golem.linux.it/pagineattive/trashware.pdf
http://tic.isf-italia.org/pages/SezioneTrento_2fTrashwareTn
http://tic.isf-italia.org/pages/LinkInteressantiTrashware
http://diamunige.altervista.org/isf/progetti/ict/ict.php?files=HWdisp#Computer
Gallery
Vedi Trashware gallery

