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web-learning - problemi e opportunità per lo studio

Lo studio tramite strumenti "web" presenta, come capita con qualsiasi metodo di studio, un insieme di problemi e di specifiche opportunità.

web-learning - problemi e opportunità dello studio via web

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Insieme agli esperti EG e AB [1] stiamo svolgendo una consulenza esterna di insegnamento presso un istituto superiore. Un modulo ha lo scopo di introdurre l'uso di strumenti web collaborativi (CMS). In quell'insolito laboratorio si può avvertire che, al di là di qualsiasi difficoltà tecnica, da parte di docenti e studenti vi è una forte attesa. C'è però anche una sorta di retaggio culturale che fatica ad accettare l'innovazione nel metodo di studio e che di fatto frena l'introduzione dell'informatica come strumento didattico. Incuriosito, ho cercato di approfondire le mie conoscenze sull'argomento .. via web, alla ricerca dello "stato dell'arte", cercando di capire, anche da un punto di vista teorico, la situazione dell'e-learning [2] e più in generale dell'informatica nelle scuole [3].

Non sono un tecnico della didattica ma ho acquisito un po' di esperienza nella gestione di CMS collaborativi e nella relativa formazione. Spero che questa mia personale lettura delle prospettive del web-learning non sia troppo semplicistica e possa risultare in qualche modo utile.

In questo documento esprimo delle opinioni sull'uso, sui problemi e sui vantaggi degli strumenti web collaborativi in un ambiente didattico e mi chiedo se e quando saranno maturi per diventare normali risorse nelle nostre scuole.

Ho anche due figli in piena età scolare che mi aiutano a capire le difficoltà della loro generazione e il loro punto di vista estremamente diverso dal nostro. Il consumatore che vorrebbe essere sempre informato e, nella necessità, che vorrebbe poter dire la sua, che c'è in me, fa il resto.

Lo studio è il frutto del trasferimento e della condivisione di conoscenza. La progressiva diffusione dei computer dentro e fuori le scuole e lo sviluppo di strumenti "web" sempre più sofisticati, ci fanno intuire un suo divenire progressivamente tecnologico [4].

Il metodo scolastico tradizionale prevede l'istruzione frontale [5] corredata di strumenti didattici e di valutazione relativamente standardizzati. Il fattore temporale ha rilevanza assoluta (lo studente deve essere in classe quando il professore spiega). L'atteggiamento dello studente durante l'apprendimento è considerato passivo. I contenuti sono statici, limitati nel numero e vengono assunti come la verità in quanto calati dall'alto; vengono utilizzati rigidamente in uno schema ripetitivo. Non vi sono dinamiche di gruppo spontanee e l'azione didattica è confinata nel rapporto docente-alunno. Innovazione e rinnovamento del sistema non sono previsti.

Con l'adozione di strumenti e piattaforme di web-learning, i docenti assumono un nuovo ruolo che li vede dare obiettivi più che risposte. Il successo dipende dalla chiarezza sulle aspettative, sulle linee guida e sulle regole. L'insegnante presenta problemi e non lezioni. Fornisce le tracce che devono servire affinché lo studente possa lavorare con i contenuti che ritiene necessari per risolvere il problema. Il docente accompagna e assiste invece di trainare. Favorisce e governa il processo conoscitivo piuttosto che fornire direttamente conoscenza. Deve stimolare la risposta dello studente in un approccio aperto e curioso offrendo la sua esperienza e il suo incoraggiamento. Deve aiutare piuttosto che indurre. Ha il compito, infine, di guidare la raccolta e l'organizzazione dei materiali via via selezionati predisponendo il loro successivo riuso.

Gli studenti possono quindi assumere un ruolo più attivo e collaborativo nello specifico di ciascun corso, di ciascuna materia. Nuovi metodi e nuove pratiche rendono lo studio più efficace, coinvolgente e quindi anche più veloce. Nascono (anche spontaneamente) processi di gruppo che consentono di finalizzare lo studio al raggiungimento di obiettivi comuni con comportamenti collaborativi simili a quelli che si adottano nelle esperienze della vita reale (mutualistici). Ciascun membro di un gruppo si relaziona, oltre che con il docente, con gli altri membri, confrontando informazioni e opinioni per trarne il meglio. Lo studente ottiene uno straordinario aiuto dall'osservazione/imitazione del percorso dei compagni e dalle diverse reazioni/soluzioni selezionando via via i comportamenti di maggior successo ed efficacia. I materiali di studio sono largamente condivisi e diventano dinamici, riutilizzabili e in continuo miglioramento. Le fonti che possono essere messe a disposizione sono moltissime e favoriscono e impongono una maggior consapevolezza. La tempistica si dilata consentendo allo studente di apprendere nel momento e nelle condizioni a lui ideali (riducendo, in definitiva, il tempo che impiega ad apprendere). Il sistema è costantemente sollecitato da proposte, modifiche e rinnovamento.

Il web-learning rende multidimensionale il processo educativo e aumenta le potenzialità sia del docente che dello studente.

Il tempo richiesto per scoprire i materiali necessari allo studio di ciascuno studente viene parzialmente ridotto dalla condivisione delle fonti e si riduce sensibilmente il tempo sprecato nella ricerca di contenuti inadatti/inutili. Si impara molto anche dagli errori altrui e spesso questo evita di ripeterli personalmente! Lo studente può accedere allo studio adottando un proprio stile personale. Ciascuno può lavorare quando è maggiore la sua attenzione e ogni contenuto può essere rivisto più volte, come e quando lo si ritiene necessario.

I contenuti condivisi, sempre a disposizione, diventano risorse interdisciplinari da usare come una grande biblioteca multimediale.

Il sistema di valutazione può/deve essere adeguato all'evoluzione dei metodi di studio e degli strumenti utilizzati ma si tratta di adottare soluzioni ampiamente dibattute e sperimentate.

Ma quindi quali sono gli strumenti web di base utili e disponibili per scopi educativi? Molti non sono assolutamente specifici per la didattica e sono usati in molti altri contesti.

Il wiki

All'inizio il web aveva la maggior parte delle pagine statiche, laboriose da creare e da mantenere. Le nuove tecnologie hanno permesso una maggior dinamicità e soprattutto una maggiore interazione con l'utente.

I sistemi wiki [6], di cui wikipedia è un esempio di portata gigantesca e di diffusione mondiale, sono una tipologia di siti web che consentono all'utente di modificare o di commentare le informazioni mostrate con grande facilità. Sono potenzialmente soggetti, specie quando è permessa la modifica dei contenuti anche da parte di visitatori anonimi; ad (innocui e facilmente parabili) attacchi da parte degli immancabili buontemponi che si divertono a dare informazioni sbagliate, ma in definitiva possiedono una forza incredibile, indirizzata all'uso collaborativo, che consente lo sviluppo e l'evoluzione costante delle fonti di informazione.

Un sistema wiki, usato nel contesto educativo, offre il vantaggio di sedimentare/affinare il linguaggio e la documentazione comuni tra gli studenti. I documenti wiki diventano materiali riusabili, anche dagli altri, anche con altri obiettivi/scopi/motivazioni. Per la sua naturale flessibilità un wiki consente di usare il linguaggio appropriato per ogni ambiente didattico in qualsiasi ambito e a qualsiasi livello e di sviluppare via via un glossario di riferimento e una libreria di informazioni condivisi da tutti gli studenti di un determinato corso.

mailing-list, forum, blog, chat

La rete ci mostra quanto successo ottengono gli strumenti di comunicazione che mettono insieme la facilità di accesso e di modifica (condivisione) ad un aspetto flessibile e personalizzabile. I milioni di blog [6] che ci sono in rete sono pagine web facilmente aggiornabili. Sono di facile manutenzione e vengono utilizzati in un modo che ricorda i diari.

I forum [6] raccolgono e suddividono per temi gli argomenti più disparati. Possono essere utili per dare risposte a numerosi interlocutori come per approfondire collettivamente un argomento. Vengono consultati da chi è alla ricerca di informazioni su uno specifico argomento anche dopo molto tempo che sono stati scritti.

L'accesso via web tramite siti appositamente predisposti, ha riportato le mailing-list [6] al centro delle ricerche e dell'insegnamento, sfruttando i grandi archivi che le caratterizzano. Contengono solitamente discussioni tematiche e sono una miniera di informazioni molto indicizzate nei motori di ricerca.

Un uso appropriato della chat [6] risolve e in molti aspetti migliora la collaborazione in tempo reale. È meno invasiva del telefono e però consente un rapporto immediato, anche visuale (tipo teleconferenza). Tanto può essere utile se appropriatamente utilizzata per lavoro e per lo studio quanto dispersiva se malinterpretata. Il suo uso associato a strumenti di archiviazione dei log può sedimentare la storia del percorso fatto per risolvere un determinato problema e tornare utile per rifarlo o per aiutare qualcun altro.

Molti studenti e docenti già utilizzano questi tipi di risorse per informarsi e/o discutere di argomenti e di concetti che li interessano personalmente, sia con grande frequenza che saltuariamente o anche una-tantum, magari solo per lasciare un commento. Interagendo esclusivamente via web [6].

CMS - LCMS

I Content Management System (CMS) [6] sono siti web altamente specializzati che consentono di aggiungere e di mostrare/utilizzare una grande varietà di materiali in modo molto flessibile. Mascherandolo con un aspetto semplice e amichevole utilizzano in sottofondo potenti database che contengono le informazioni organizzate in modo da renderle accessibili agli altri e anche da poterne aggiungere facilmente di nuove. Nei CMS sono spesso presenti dei wiki, dei forum, dei blog ecc.. ed è possibile passare dalla lettura di un contenuto di un contenuto wiki ad una pagina con un evento, al calendario o al glossario, alle FAQ, ecc.. I contenuti sono sottoposti a un controllo di accesso granulare che ne consente la condivisione solo con chi si desidera (a gruppi o per utente). I contenuti sono indicizzati e quindi facilmente ricercabili.

Quando questo tipo di risorsa web viene specializzata a scopi didattici prende l'acronimo di LCMS: Learning Content Management System. Gran parte delle potenzialità vengono messe a disposizione degli studenti favorendo l'auto-apprendimento. Molti oggetti possono essere specializzati per mostrare contenuti didattici, prove, valutazioni, orari, ecc.. Gli utenti formano i gruppi (studenti, classi, corsi, attività e/o docenti) i cui membri condividono materiali, idee e lavori. Crescono via via degli eccezionali centri di documentazione specializzati utili sia per gli studenti, che cercano e ritrovano informazioni, sia per i docenti, che devono mantenere il controllo della continua crescita di conoscenze. Questo tipo di piattaforme riducono potenzialmente i tempi necessari agli studenti per le loro ricerche e per lo studio e agli educatori per la gestione dell'insegnamento e delle valutazioni.

La disponibilità di strumenti sempre più sofisticati ma facili da usare, dal punto di vista di studenti e docenti, comporta un cambiamento nelle modalità di trasferimento della conoscenza e quindi del metodo di studio. L'uso di una piattaforma didattica multimediale connessa al web offre molteplici possibilità che lo studio tradizionale non può fornire (anche se in verità finora si sono visti ben pochi risultati in tal senso). Non si tratta di dimostrare una superiorità dello studio via web rispetto allo studio tradizionale ma di capire che alcune potenzialità del web-learning possono far superare alcuni limiti dell'insegnamento tradizionale ed aggiungersi come normali strumenti didattici. Siamo solo agli inizi di un uso intensivo di internet e degli strumenti web per lo sviluppo e la gestione dello studio.

L'uso della tecnologia digitale ed in particolare l'uso di strumenti web apre nuove porte alla collaborazione tra studenti e docenti. Mettendo insieme l'esperienza di numerosi docenti si riescono a formare e anche a sviluppare tutte le conoscenze di base che servono agli studenti. Un vantaggio è che lo studente non è costretto necessariamente a capire le informazioni o a dover interagire su un determinato argomento in un determinato momento o luogo. E inoltre la possibilità di utilizzare contenuti multimediali consente di trasmettere la conoscenza secondo stili di studio nuovi e forse più completi.

Nel tempo, la possibilità di analizzare regolarmente i risultati della collaborazione tra studenti e corpo docente permette un continuo miglioramento sia dell'efficacia che dell'efficenza della piattaforma.

Persone

Lo studio delle reazioni indotte da un cambiamento radicale nelle abitudini delle persone è tema attuale e interessa l'antropologia culturale, la semiotica, la psicologia sociale, le scienze cognitive. Una simile esperienza, che tocca le abitudini più personali, profonde ed automatizzate di chi si trova a doverla affrontare, è vissuta da tutti i lavoratori (e non solo) delle generazioni non digital native che devono usare sistemi informatici. Ciò comporta notevoli riflessi sociali in buona parte della popolazione attiva del pianeta che ha dovuto modificare, e se già non lo ha fatto lo farà, le modalità di lavoro e di comunicazione per adeguarsi alla rivoluzione digitale.

Nella gran parte delle attività, questo rinnovamento fa parte del normale processo di sviluppo del lavoro ed è favorito dai grandi (enormi) vantaggi economici che derivano dall'introduzione dell'informatica nei sistemi produttivi. Inoltre, nella produzione e nella gestione di servizi, i sistemi tecnologicamente avanzati generalmente semplificano e facilitano i compiti dei lavoratori (opportunamente formati) migliorando sensibilmente le condizioni di lavoro. Il cambiamento avviene molto velocemente e (anche) per questo è facilmente accettato. I costi per il rinnovamento degli strumenti di lavoro (software compreso) e per la formazione necessaria al personale vengono trasferiti sul consumatore. Il mercato delle merci è poi attrezzato per valutare, premiare o bocciare (e quindi migliorare) velocemente i prodotti.

Non così per il mondo della scuola che di per sè non prevede/va un proprio rinnovamento radicale e quindi non ha sviluppato alcun meccanismo in grado di misurare e quindi orientare, valutare, migliorare i cambiamenti nei propri sistemi educativi imposti dall'esterno su basi temporali efficaci.

Con l'affacciarsi del web-learnig i lavoratori della scuola (docenti) non solo devono rinnovare tutti i tradizionali strumenti didattici [7], adottare le nuove modalità di comunicazione, imparare nuovi criteri di insegnamento ma devono anche riprodurre i contenuti, le materie prime con cui svolgono il loro servizio, che ancora non sono disponibili in quantità sufficente, per i nuovi mezzi digitali (vedi learning objects). La sensazione degli insegnanti, misurata soprattutto sul piano di facilità di accesso e di qualità della fruizione, è di dover accettare una profonda regressione rispetto agli standard che i sistemi tradizionali garantiscono. Ed è vero che per ora la scarsa qualità dell'offerta informatica, soprattutto per tutto ciò che tende a sostituire processi o oggetti che hanno una forte fisicità ben definita nella nostra esperienza (dai libri alle interrogazioni faccia-a-faccia), sembra costringerci ad accettare compromessi come mai avremmo pensato [8].

Lo sforzo per questo rinnovamento è imponente e richederà molto tempo. Un lungo cammino durante il quale la situazione cambierà, per gradi, ma tutti siamo consapevoli che cambierà. Si tratta quindi di affrettare e migliorare al massimo questo processo considerato oltretutto che tutti i costi ricadono sulla collettività la quale, purtroppo, non ha di fatto alcuna capacità di controllo rispetto a qualità, abusi, malagestione, ecc... È necessaria una regia e un sostegno strategico senza i quali ben poco possono i singoli insegnanti o anche le singole scuole.

È evidente che l'insegnante potrà dirsi facilitato dal web-learning solo quando le attrezzature saranno più mature, avranno una maggiore diffusione, efficenza e affidabiltà e quando si potrà scegliere (liberamente) tra una varietà sufficente di strumenti e contenuti di qualità, similmente a quanto si può fare attualmente con i libri ed altro materiale didattico. Ma non si possono attendere i tempi del mercato o dell'istituzione. C'è un ambito personale dove ciascuno deve trovare le motivazioni e la forza per affrontare fin da subito le mutate condizioni.

È necessario un forte impegno di ciascuno di noi per superare questa fase transitoria dove saltano i vecchi riferimenti culturali, sociali e cognitivi su cui si fa normale affidamento mentre mancano ancora nuovi riferimenti, modelli, esempi.

Molte chiusure pregiudiziali all'introduzione dell'informatica dipendono dalle paure indotte da questo aspetto piuttosto che a difficoltà tecniche. I docenti [9], paradossalmente anche di materie informatiche, rimangono in attesa di una soluzione piuttosto che crearla/cercarla per se. C'è una comprensibile frustrazione nel dover andare (autonomamente) alla ricerca di un miglior modo per insegnare ma, dopo aver superato le resistenze personali, è possibile ottenere grandi soddisfazioni nel concedere a sè stessi la possibilità fruire (anziché subire) il rinnovamento immergendosi con interesse nel cambiamento collettivo.

Per gli studenti tutte queste sono menate. Loro sono, per l'appunto, dei digital native. Non possono fare i nostri paragoni. Loro consumano tutto ciò che gli viene offerto (anche troppo) ed essendo nati dopo il computer non avvertono alcuna difficoltà o differenza nell'apprendere con mezzi digitali piuttosto che tramite metodi tradizionali; si appropriano di ogni novità con naturalezza.

Generalmente gli studenti, dopo qualche timidezza iniziale, colgono al volo anche le più piccole sfumature degli strumenti e ci giocano! Hanno questo enorme vantaggio che per gli insegnanti è ulteriore fonte di imbarazzo. Saranno loro a sviluppare il web-learning.

Mercato e-learning

La relativa economicità e semplicità di installazione di una macchina server [10] e/o di accesso a servizi di consulenza e di hosting, consentono ormai a chiunque, anche ad utenti poco esperti, se motivati, di attivare e gestire servizi di web-learning con grande facilità. Qualsiasi scuola, con costi estremamente ridotti, può essere attrezzata per mantenere un proprio sistema di strumenti per il web-learning.

Il web-learning non va però confuso con il mercato degli strumenti dell'e-learning. Il web-learning è lo studio e l'insegnamento che viene praticato tramite strumenti web. È naturale, guardando una qualsiasi piattaforma gestionale dedicata alla didattica, sovrapporre i due concetti ma è necessario tenerli distinti.

In rete si trovano moltissimi materiali per praticare web-learning [2], sia nel versante contenuti [11] che tra le applicazioni [12], sia commerciali che liberi. Vi è però un grande problema che limita lo sviluppo regolare e definitivo della didattica via web nelle scuole. La mancanza di formati standard largamente condivisi per i documenti e per le altre strutture dati (p.es. strutturazione dei corsi, delle valutazioni, degli orari, delle risorse. Vedi Learning objects), limita fortemente l'interoperabilità [13] e confina solitamente gli interventi nell'ambito di una singola struttura scolastica e non crea le sinergie che sarebbero auspicabili tra scuole. E siccome le varie soluzioni proposte dal mercato non riescono a condividere i contenuti, in ciascuna piattaforma/scuola si sviluppano i medesimi materiali. È quasi come se ogni scuola dovesse sviluppare propri libri di testo, o avesse una propria libreria, diversa dalle altre scuole.

In molti istituti scolastici italiani si sta sperimentando l'introduzione di strumenti di web-learning. Tale operazione non ha alcuna regia/strategia complessiva ed è spesso affidata a tecnici locali senza specifiche competenze (che non possono avere .. in quanto non sono ancora definite) o addirittura (e fortunatamente) all'iniziativa di volontari-non-esperti (sicuramente non Digital native) che in completa autonomia, spesso brancolando tra fornitori di servizi più o meno corretti, effettuano scelte importanti con risultati spesso deludenti sia rispetto alle (loro) energie ed alle risorse impiegate che soprattutto rispetto alla reale disponibilità e alle ragionevoli aspettative.

Formazione

Lo vediamo quasi in ogni scuola .. c'è un grande spreco di risorse nella corsa all'uso dell'informatica che è dovuto alla incapacità di gestire/capire il cambiamento fin dalle sue basi. Generalmente non si comprende, soprattutto, che non è (solo) l'investimento in hardware che può sviluppare il web-learning e l'uso dell'informatica per la didattica. Si deve innanzitutto superare il buco formativo di chi ha il compito di insegnare ma è nato e si è formato in un ambiente pre-informatico [14].

C'è quindi la necessità di investire nella formazione dei docenti.

Con una specifica (seppur breve) formazione, gli insegnanti possono/devono iniziare a capire le opportunità e la prospettiva dello studio basato su strumenti digitali. Questo non significa che debbano abbandonare l'insegnamento che oggi sono in grado di dare bensì che possano acquisire le capacità per poter autonomamente trasferire almeno parte delle comunicazioni e dei contenuti. Almeno ciò che è ragionevolmente possibile, facilmente gestibile e riutilizzabile via web e con tutto il supporto e l'aiuto necessario.

Se in ogni istituto scolastico venisse attivato uno specifico gruppo di lavoro tra gli insegnanti con (almeno) un responsabile, sufficientemente formato, in grado di fornire aiuto sussidiario (questa figura potrebbe essere inizialmente condivisa anche tra più istituti), il lavoro collaborativo darebbe subito frutti sorprendenti.

L'abitudine ad arrangiarsi e di isolarsi deve lasciare posto ad un atteggiamento di mutuo aiuto, di effettiva collaborazione.

Libri

Il costo dei libri scolastici è un onere pesantissimo per le famiglie e per le istituzioni preposte a sostenerlo ed è una nicchia privilegiata dell'editoria che vive alle spalle del sistema educativo. Ogni anno vengono introdotti nuovi libri, spesso senza una crescita qualitativa accettabile. La dispersione di risorse che ne consegue è, nel lungo periodo, economicamente insostenibile oltre che eticamente discutibile. Per ottenere da subito grandi risparmi senza aggravi accessori sarebbe sufficente che si imponesse una regola per cui qualsiasi [15] nuovo libro adottato nelle scuole debba essere fornito sia in formato cartaceo (per tutti coloro che non sanno/possono usare ancora il computer), sia in formato digitale (in modo che chi già sa usare gli strumenti elettronici e li possiede possa da subito valorizzare le sue risorse). Le famiglie che già possiedono e consentono l'uso del computer ai propri figli non potrebbero che cogliere positivamente una simile iniziativa mentre sulle altre potrebbe concentrarsi il sostegno pubblico.

Senza dover attivare nuovi canali di finanziamento sarebbe (presumibilmente) sufficente spostare con gradualità risorse dalle produzioni editoriali per formare, in pochi anni, le basi di un web-learning di alto livello.

Lasciamo ad altri valutare i benefici economici che garantirebbe una soluzione di questo tipo, e non è neppure la misura che ci interessa maggiormente, ma l'impulso che ne deriverebbe per l'introduzione massiva dell'informatica nelle scuole sarebbe importante.

Risparmiare in hardware e puntare al software libero

Il web-learning deve poter essere praticato da qualsiasi computer; sia da quelli con sistema operativo proprietario (p.es. Windows) che dai sistemi cosiddetti "liberi" (free-software) [16]. Questo non è un grande problema poiché, nella loro interazione con il server (dove girano il CMS - LCMS e i servizi web), gli utenti si avvalgono di strumenti web (tipicamente il browser con cui accedono ad internet) che, utilizzando il linguaggio html, rendono possibile l'interazione indifferentemente dalla piattaforma usata dall'utente.

Nella scuola, viste anche le scarse prospettive economiche generali, c'è l'assoluta necessità, nell'introduzione dei sistemi informatici, di effettuare tutti i possibili risparmi sia per quanto riguarda l'hardware che il software in modo da ridurre ogni tipo di spreco senza penalizzare la dotazione di strumenti che è necessario avere/mettere a disposizione.

Per quanto riguarda l'hardware la soluzione abitualmente adottata nei laboratori informatici delle scuole (laddove ci sono) è di tipo distribuito (postazioni "desktop" autonome, inutilmente costose e di rapida obsolescenza, complete di software proprietari la cui manutenzione richiede onerosi interventi periodici). È ormai risaputo che al grande dispendio di risorse nell'acquisto delle licenze dei software proprietari non corrispondono una maggiore qualità o caratteristiche superiori rispetto alle soluzioni open-source [16].

L'investimento in potenti macchine server centralizzate, dove far girare il software, possibilmente libero, e la condivisione in una rete di thin-client (detti anche terminali stupidi) può far risparmiare molto tempo e denaro sia nella manutenzione (nei client praticamente scompare) che nella necessità di avere sempre (tutte le) macchine più potenti per stare al passo con le crescenti esigenze dei software.

Nelle nuove installazioni scolastiche, soprattutto dove ancora non si sono compiute scelte vincolanti, si dovrebbero adottare solo software libero, server potenti, terminali leggeri e poco costosi.

I sistemi operativi "liberi" offrono ormai tutti gli strumenti necessari a svolgere qualsiasi lavoro in ogni ambito scolastico, né più né meno dei sistemi proprietari. Per di più "Il software libero incoraggia tutti ad imparare" (come dice RMS in Perché la scuola dovrebbe usare esclusivamente software libero). Non si capisce quindi quale sia la logica che ancora prevale nelle nostre scuole e chi abbia interesse a continuare nello spreco di risorse attuale.

Il software libero garantisce che tutti possano accedere ai contenuti. L'utente deve poter installare a casa propria e usare i medesimi strumenti che trova nell'ambiente scolastico senza dover pagare alcun onere accessorio (per una licenza proprietaria).

[1]Emanuele Gaifas e Alberto Berti. La consulenza, nata nell'ambito di corsi F.S.E., prosegue una esperienza iniziata nel 2005 dall'ex Presidente del LinuxTrent Maurizio Napolitano.
[2](1, 2) L'e-learning, inteso come offerte e possibilità di frequentare corsi di studio esclusivamente via internet, ha solitamente carattere commerciale. Ha una notevole diffusione poiché assolve un servizio per tutti coloro che per qualsiasi motivo non possono frequentare fisicamente una scuola. È nato prima degli strumenti descritti in questo articolo, e tendenzialmente mira a personalizzare/individualizzare un percorso di studio sostanzialmente "virtuale", in cui non è presente e/o necessario alcun faccia a faccia con i docenti. Anche questo metodo in seguito all'adozione degli strumenti collaborativi può gestire gruppi di lavoro, pur senza alcun incontro tra i membri.
[3]

L'uso di strumenti informatici è assai diffuso nelle scuole dove quelle tecnologie sono arrivate da molto tempo per assolvere compiti amministrativi. Analogamente a quanto è avvenuto nelle aziende e nelle pubbliche amministrazioni (anche se con gravi eccezioni e ritardi) la loro rapida introduzione ha seguito l'evoluzione del computer "desktop". Via via che il mercato rendeva disponibili strumenti vantaggiosi ogni istituto ha potuto dotarsi di propri supporti amministrativi informatizzati e ha modificato di conseguenza gran parte delle modalità gestionali. Questa prima, profonda trasformazione ha riguardato però quasi esclusivamente le persone addette a compiti amministrativi e gli aspetti burocratici da loro trattati rimanendo confinata nei loro uffici.

Come i manager scolastici erano pronti a gestire l'introduzione dell'informatica nei reparti amministrativi, altrettanto non lo sono (e nessuno lo è) per gestire l'inedita importanza e la progressiva centralità del mezzo informatico anche negli aspetti didattici.

L'informatica è diventata materia di studio e giustamente alcuni istituti la hanno inserita come obiettivo principale dei loro corsi. Ma nella gran parte delle scuole, non senza miopia e imprevidenza istituzionale, è stata accolta come una materia leggera, in aggiunta e non come formidabile strumento trasversale di uso quotidiano e comune. Anche laddove si sono trovate risorse, gli investimenti a singhiozzo non hanno garantito né lo sviluppo regolare dell'hardware né l'adeguata formazione dei tecnici e degli utenti. Sovente dotazioni disomogenee causano il malfunzionamento anche di apparati nuovi. La gestione delle reti interne ed esterne (quando ci sono) è spesso delegata a una pletora di costosi fornitori che vivono della disorganizzazione scolastica.

In questo quadro i contenuti didattici non hanno quindi ancora potuto avere alcuno sviluppo sistematico degno di una scuola pubblica.

Di recente si sono rese disponibili tecnologie molto avanzate (ma anche più economiche) che rendono possibile l'impiego diffuso dell'informatica anche nella didattica e che coinvolgono il mondo scolastico nella sua interezza. In internet si trovano tracce di interessanti iniziative che stanno cambiando il modo di studiare in molte scuole. (Nell'ambito OS vedi Il software open source a scuola).

C'è da auspicare che gli addetti ai lavori (per gli studenti non v'è bisogno di augurarselo, loro sono Digital native) non considerino l'informatica una semplice materia di studio (o almeno non solo) bensì lo strumento indispensabile per migliorare lo studio di qualsiasi materia scolastica e in generale il lavoro nella scuola. È opportuno inoltre che gli investimenti negli aspetti informatici gestionali convergano con quelli didattici con una unica regia che garantisca l'eliminazione degli sprechi facendo il miglior uso delle già scarse risorse.

[4]

La scena dell'epocale informatizzazione è rappresentata, in Italia, principalmente dalla scuola pubblica e mostra situazioni assai diverse.

Senza una regia e un copione comune l'iniziativa per l'adozione di tecnologie digitali è in gran parte affidata alla sensibilità e all'iniziativa (a volte all'improvvisazione) dei suoi attori: amministratori scolastici, docenti e studenti. Anche se ad ogni livello si avverte ormai l'urgenza di recuperare il ritardo accumulato, l'assenza di una strategia in grado di gestire al meglio le esigue risorse, limita la diffusione delle dotazioni informatiche destinate all'insegnamento che presenta quindi una situazione a macchia di leopardo.

Sono rare le scuole ben attrezzate (alcune in modo eccellente) in grado di garantire un accesso ai computer sistematico e sufficiente per tutti gli studenti ma soprattutto sembrano ancor più rari i tecnici veramente preparati per l'impegnativo e decisivo ruolo che devono svolgere, in ogni scuola, nel gestire la transizione informatica.

[5]

Nelle scuole l'aspetto relazionale ed educativo del confronto faccia-a-faccia tra insegnante e studente (altrettanto di quello tra studente e studente) è decisivo, insostituibile.

Va detto però che, in generale, i rapporti interpersonali dovrebbero essere solo parzialmente influenzati dal tipo di strumenti didattici utilizzati, che, anzi dovrebbero essere scelti col criterio di favorire e consolidare rispetto, amicizia, solidarietà.

La progressiva introduzione di pratiche di web-learning non deve in alcun modo sottrarre spazi e importanza alla dimensione fisica, reale, tra le persone, anzi, deve semmai servire lo scopo di migliorarla. L'introduzione di strumenti informatici per il web-learning non è dissimile all'introduzione dei laboratori linguistici o degli strumenti audiovisivi e tende a ricomporre tutte quelle esperienze/opportunità in un unico grande sistema integrato (multimediale).

[6](1, 2, 3, 4, 5, 6, 7) Wiki, blog, forum, mailing-list, chat e CMS sono servizi che per comunicare usano la tecnologia delle reti e che presuppongono accessi da computer diversi e interconnessi. Possono essere aperti a internet ma non necessariamente. In una rete scolastica si possono adottare contemporaneamente soluzioni chiuse, aperte o parzialmente aperte.
[7]Per molti significa imparare da zero ad usare applicazioni fondamentali (office) e/o specifiche fino ad un livello di professionalità sufficente a trasferire in formato digitale i materiali da loro abitualmente gestiti in formato cartaceo.
[8]Premesso che che siamo in una sorta di medioevo informatico, il sistema operativo più diffuso a livello desktop ha di fatto abituato l'utente finale ad accettare i malfunzionamenti (crash) quasi fossero conseguenze fisiologiche di cotanta tecnologia. Questo pericoloso inquinamento culturale non ha paragoni: chi accetterebbe, per esempio, che la propria autovettura, per motivi ignoti (o solo perché qualche vicino suona il clacson) ogni tanto si spegnesse costringendo a riavviare il motore? Chi accetterebbe un telefonino che inviasse messaggi/informazioni a nostra insaputa?
[9]Ovviamente non si può generalizzare .. dobbiamo distinguere, ai fini del nostro ragionamento, due grandi categorie tra gli addetti ai lavori: quelli che, anche senza una specifica preparazione, hanno già piena consapevolezza del ruolo trasversale del mezzo informatico, dell'importanza strategica del governarlo sia a livello personale che istituzionale, e che quindi sono già effettivamente collaborativi o almeno pronti a partecipare al salto di sistema, piuttosto di quelli che invece subiscono l'introduzione degli strumenti informatici e sui quali è necessario concentrare energie per ottenere partecipazione e contributi.
[10]Ci sono molte soluzioni tecnicamente compatibili al web-learning. Accordi e contratti di manutenzione (anche con interventi da remoto) sono accessibili sul territorio a costi facilmente sostenibili per qualsiasi organizzazione.
[11]

Esempi e collegamenti a contenuti per il web-learning:

http://www.merlot.org/, http://cats.merlot.org/Home.po, http://ilearn.senecac.on.ca/lop/issues/issues.htm, http://www.edusource.ca/english/objects_eng.html, http://cloe.on.ca/, http://www.uwm.edu/Dept/CIE/AOP/LO_collections.html, http://www.escot.org/

[12]

Esempi di applicazioni dedicate al web-learning (LCMS):

http://www.docebo.org/doceboCms/ http://www.atutor.ca/ http://siteatschool.sourceforge.net/ http://www.claroline.net/ http://www.dokeos.com/ http://www.interactlms.org/ http://moodle.org/ http://e-learning.azimooth.it/

un sito di comparazione:

http://www.edutools.info/static.jsp?pj=4&page=HOME

altri gestionali per la scuola:

http://www.schooltool.org/

[13]È tutto nell'interoperabilità che si gioca il successo del web-learning. Poter utilizzare materiali didattici da qualsiasi computer e con strumenti diversi è la prossima sfida tecnico-informatica per la scuola. Per vedere crescere in modo soddisfacente i contenuti è necessario che i Learning objects siano effettivamente portabili tra piattaforme diverse.
[14]

Si è sentito dire che nelle scuole della Provincia di Trento si esclude di poter formare l'attuale classe insegnante all'uso degli strumenti informatici e che si punta ai giovani che verranno assunti nei prossimi anni.....

Speriamo di aver capito male poiché è una ipotesi inaccettabile sia per la dignità degli attuali insegnanti sia dal punto di vista delle esigenze della scuola. Un processo di questo tipo oltre a rinviare di anni i possibili risultati avrebbe pesanti ricadute su tutta una generazione di studenti.

[15]Beh, sicuramente si possono fare delle eccezioni!
[16](1, 2)

Open source, a sorgente aperto, rilasciato con una licenza che lo rende liberamente usabile/modificabile (riferito al software). Open Content quando si tratta di contenuti editoriali quali testi, immagini, musica e video.

Nelle scuole si dovrebbe usare free software, il software libero, che rispetta le quattro libertà fondamentali:

  • Libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo
  • Libertà di studiare il programma e modificarlo
  • Libertà di copiare il programma in modo da aiutare il prossimo
  • Libertà di migliorare il programma e di distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio

Si contrappone al Software proprietario.

Vedere sul sito dell'Osservatorio tecnologico per la scuola le pagine Utilizzo e Il software open source a scuola. Nello stesso sito del Ministero della Pubblica Istruzione si trovano le indicazioni e le norme di riferimento che riguardano anche il software proprietario. Interessante è anche l'elenco con Progetti, esperienze uso e produzione OPEN SOURCE SOFTWARE (OSS) in Italia.

Per altre informazioni sul concetto di free-software vedere la definizione di software libero nel progetto GNU - Free Software Fundation, la Filosofia del Progetto GNU e, nello specifico del nostro argomento, Perché la scuola dovrebbe usare esclusivamente software libero del guru dell'OS Richard Stallman


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